Empyrios – Recensione: Zion

Dopo due album più che buoni, che avevamo trattato con piacere su Metallus e di cui potete ripescare i commenti in database, tornano ancora una volta su Scarlet Records gli Empyrios dell’indaffaratissimo Simone Mularoni, ormai stimato “uomo suono” per molte band (non solo italiane) nonché ascia dei DGM; anche gli altri membri della band come il bassista Simone Bertozzi ed il batterista Dario Ciccioni comunque non stanno a guardare essendo coinvolti a tempo pieno con Mnemic e Hartmann.

“Nescience” accentua ancor di più l’aggressività da sempre latente nella proposta degli italiani con cenni di djent ed elettronica accompagnati da vocals al contempo aggressive ed evocative; questo leitmotiv ritorna anche nelle tracce successive accompagnato da un drumming terremotante. Si può sicuramente creare un parallelo consistente con la musica dei Nevermore sia per le ritmiche sia per il guitar work di Mularoni spesso vicino a quello di Jeff Loomis.

Le nostre preferenze in track list vanno a “Masters”, canzoni dai rtimi marziali minuziosamente arrangiata e “Blackmail” che rimanda non poco gli ultimi Symphony X; il nuovo approccio dal taglio ancor più moderno ricorda inoltre molte band appena arrivate sul mercato tipo The Algorithm e The Omega Experiment.

Come unico neo imputeremmo a “Zion” una certa omologazione tra le tracce, in parole povere pur apprezzando la qualità generale della proposta avremmo gradito una maggior diversificazione stilistica, sicuramente nelle corde di un gruppo di musicisti così capaci.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet

Anno: 2013

Tracklist:

01. Nescience

02. Domino

03. Masters

04. Reverie

05. Unplugged

06. Renovation

07. Wormhole

08. Square One

09. ZION

10. Blackmail

11. Madman


Sito Web: https://www.facebook.com/empyrios

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