Zhrine – Recensione: Unortheta

Il panorama musicale islandese, si sa, annovera parecchi musicisti eclettici e sopra le righe. Potremmo citare Björk e i Sigur Ròs per fare due nomi che hanno raggiunto un successo internazionale, ma anche la scena metal ha prodotto acts interessanti e dediti all’ibridazione tra universi differenti, come i Sòlstafir o i Kontinuum, ma la lista è lunga.

Gli Zhrine, che arrivano con “Unortheta” al debutto sulla lunga distanza in uscita in questi giorni per Season Of Mist, condividono con i due gruppi sopraccitati la volontà di plasmare diversi stili a proprio piacimento per raggiungere un risultato personale. Per la verità i nostri Zhrine non sono dei beginners assoluti, la band si origina nel 2007 con il nome di Gone Postal e inizialmente dedita a un death metal tecnico e già dal taglio evoluto, cambia il nome soltanto lo scorso anno una volta maturata la volontà di esplorare lidi più azzardati.

“Unortheta” è un album dove si contemplano elementi black, death e di rock sperimentale combinati con personalità e senza forzature. Ciascun brano contiene numerosi cambi di intenzione e velleità progressive che vanno da un black/death primitivo, con ritmi veloci e suoni vorticosi a rallentamenti plumbei e pregni di melodia lacrimevole. Il tutto guidato da un’ottima tecnica esecutiva.

E se la bontà formale oggi non stupisce più, agli Zhrine dobbiamo riconoscere un approccio caratteristico, subito chiaro nell’opener “Utopian Warfare”, che parte con degli arpeggi per poi ingrossarsi in un death/black tecnico ma parecchio aggressivo, adagiato su di un manto melodico che prosegue fino al termine, quando la canzone riprende il passaggio iniziale per chiudersi in modo circolare.

“Unortheta” scorre molto bene proprio grazie alla versatilità dei pezzi, che mantengono un feeling oscuro ma sono vari e curati nei minimi particolari senza apparire pretenziosi. La band osa in “The Syringe Dance”, forse il brano più “progressivo” e disarticolato del lotto dove abbondano le inversioni di rotta, tra black/death velocissimo e passaggi ragionati che sfociano in uno strano finale di echi e suoni riverberati.

“World” parte con una base sperimentale tra suoni di armonica, arpeggi e loop elettronici, per poi trasformarsi in un episodio lento e fisico, “The Earth Inhaled” contempla invece l’ottima performance del batterista Stefàn che guida le sorti di un brano più lento e riflessivo, ma comunque giocato su tappeti di riff granitici.

La nuova identità di questa band inizia il suo percorso in modo giusto, in libertà e lontana dagli stereotipi.

Zhrine - Unortheta

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2016

Tracklist: 01. Utopian Warfare 02. Spewing Gloom 03. The Syringe Dance 04. World 05. Empire 06. The Earth Inhaled 07. Unortheta
Sito Web: https://www.facebook.com/zhrineofficial/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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