Zelbo – Recensione: In My Dreams

Gli Zelbo vengono dalla Norvegia e sono una creazione del tastierista Dag Selboskar, un esperto musicista già impegnato in tre occasioni con i Da Vinci, l’ultima delle quali nel 2017. Tra le altre collaborazioni che hanno portato alla realizzazione di “In My DreamsSelboskar può inoltre annoverare quelle con Trine Rein, Street Legal, Eidsivating e – in tempi più recenti – quella con il progetto Memoria Avenue che abbiamo recensito positivamente su queste pagine. Affiancato dagli amici di vecchia data Ken Ingwersen (chitarre, già al lavoro con Ken Hensley), Frode Vassel (star dell’edizione locale di The Voice e pulito e professionale alla voce, come in “Beautiful Flyaway”) e Sturla Nostvik (pimpante, ma con discrezione, alla batteria su “Next Flight To Venus”), il tastierista scandinavo propone un rock melodico al quale, se da un lato non difettano tutte le struggenti prevedibilità di genere, non mancano nemmeno buone dosi di quadratura, solidità e complessità. Alla dolcezza scorrevole di suoni e tematiche (“In My Dreams”) si affiancano infatti duetti che vedono tastiere e chitarra coinvolti in assoli che esibiscono un mix accattivante di tecnica e musicalità (“Heads Down”), a volte intensi al punto da condurre l’ascolto sulla soglia di un prog da camera e di facile assimilazione. E allora mi piace pensare che sia proprio la chimica collaudata tra Selboskar ed un amico abituato a suonare con Ken Hensley ad avere favorito un dialogo musicale, un confronto di gusti ed uno scambio di suggestioni i cui risultati emergono qui un po’ alla volta (“Wild Young And Free”), con la misura dei dischi timidi, quelli che spuntano fuori dal nulla senza clamore, con copertine così così e che conquistano con delicatezza ed innocente calcolo (“Get Up And Get Over It”), nonostante tutto.

La scelta dell’indirizzo zelbo_art per la pagina Instagram dell’artista sembra proprio alludere, anche alla luce di quanto proposto da questo lavoro, alla ricerca di una forma in grado di mettere insieme un rock immediatamente fruibile (le influenze citate sono Da Vinci, Work Of Art e Europe) con una ricerca artistica di qualche tipo, che insomma non si accontenti di mettere nero su bianco una manciata di canzoni inutili e banali. E l’assenza di banalità costituisce probabilmente la migliore essenza di questo debutto, che vede le sue teorie moderne sull’interpretazione del rock melodico puntualmente dimostrate con brani non brevi ma sempre rapidi, agili nel dispiegarsi e dichiararsi. Un AOR elegante ma non troppo, rifinito ma non distante, comunicativo ma senza perdersi in giri di parole (“Phoenix Rising”), nel quale le parti più coinvolgenti non si fanno attendere, e che riesce a giustificare ogni minuto, ogni passaggio, sorvolando con classe sulla pura funzionalità dei suoi testi con una malinconia sottile (“Small Town Girl”) che saggiamente rinuncia a citazioni e ripetizioni.

In My Dreams” è un disco che si ascolta volentieri in tutte le sue parti, che intrattiene con un’abilità sempre funzionale alle sue melodie, che induce una sensazione di benessere senza stordirti con i suoi zuccheri e che dà una forma percorribile alla sua idea di rock melodico, AOR o comunque lo si voglia chiamare. E’ un disco ancorato ai suoi princìpi ma senza propinarli con insistenza, capace di dare forma al sogno pur mantenendo la natura eterea delle emozioni, di dare peso e virtuosismo all’esecuzione rimanendo leggero leggero tra una nota e l’altra (“Every Little Thing”), di sembrare in fin dei conti dimenticabilissimo… pur insinuando qua e là semi scaltri e gentili che inviteranno una buona fetta di pubblico a riascoltarlo per capire il trucco e carpirne il segreto. Un disco capace di fluttuare tra le sue strutture soffici ed ariose, di tirare fuori il buono che c’è nelle piccole cose, di esaltare l’intesa corale che l’amicizia cementa e di celebrare quella passione condivisa per l’arte che nella (buona) musica trova solo una delle sue innumerevoli e travolgenti espressioni.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. In My Dreams 02. Fortune & Fame 03. Phoenix Rising 04. Head’s Down 05. Wild Young And Free 06. Get Up Get Over It 07. Beautiful Flyaway 08. Next Flight To Venus 09. Small Town Girl 10. Waiting For The End 11. Every Little Thing
Sito Web: facebook.com/ZELBOtheBAND

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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