Nine Inch Nails – Recensione: Year Zero

A un anno dal deludente ‘With Teeth’ tornano i Nine Inch Nails. Trent Reznor aggiusta leggermente il tiro ma non riesce a convincere pienamente.

Lasciate alle spalle la linearità e il riciclo ai limiti dell’autoplagio che avevano caratterizzato il lavoro precedente (con l’aggravante di una gestazione durata 6 anni), qui si prova a proporre qualcosa di nuovo. Spesso però i brani sono fuori fuoco e troppo dilatati, senza riuscire a ritrovare quel senso di oppressione e di ansia che caratterizzavano le migliori produzioni del gruppo.

La produzione è come sempre clamorosa, a tratti talmente buona che passa quasi in primo piano rispetto ai brani, e a volte si ha la sensazione che alcune ripetizioni siano date dall’eccessivo autocompiacimento (leggi: "Senti che figo sto suono che ho trovato! Sentito? Fammelo mettere un’altra volta và che è proprio figo. Sentito meglio? Dai, altre due battute per sicurezza…. Figo eh?").

Principalmente è proprio il songwriting a mancare, la melodia vincente che in passato era il tramite per entrare nell’oscuro mondo di Mr.Reznor; qui ci si limita a una serie di quadri sonori che pur se ben tratteggiati raramente centrano l’obiettivo di catturare l’ascoltatore.

Voto recensore
6
Etichetta: Interscope

Anno: 2007

Tracklist: 01. Hyperpower
02. The Beginning Of The End
03. Survivalism
04. The Good Soldier
05. Vessel
06. Me, I’m Not
07. Capital G
08. My Violent Heart
09. The Warning
10. God Given
11. Meet Your Master
12. The Greater Good
13. The Great Distroyer
14. Another Version Of Truth
15. In This Twilight
16. Zero Sum

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