The Moor – Recensione: Year Of The Hunger

Difficile, se non praticamente impossibile, inquadrare in un solo genere lo stile dei The Moor, che anzi inseriscono nei loro brani, con dichiarato sprezzo del pericolo, growl e chitarre pesanti in stile death metal, lunghe parti strumentali con abbondanti dose di tastiere tipiche del prog metal e arpeggi sognanti che ricordano una certa parte del classic rock. Proprio per questa fusione di stili, il nome dei The Moor si può associare facilmente a quello degli Opeth. Raggiungere un obiettivo del genere non è certo cosa facile, e il primo merito che riconosciamo alla band è senza dubbio quello di una grande apertura mentale e di una grande versatilità dal punto di vista esecutivo oltre che compositivo.

In mezzo a tutto questo calderone di idee, generi e stili, ci sono comunque alcuni brani degni di nota. il migliore è probabilmente ‘Venice’, che mantiene il suo gelido splendore sia nella versione cantata che in quella strumentale, un valore che deriva soprattutto dagli ottimi spunti delle tastiere. Anche ‘Liquid Memories’ è un buon pezzo, soprattutto perché questa smania di inserire quanti più spunti possibili in un singolo brano, che emerge prepotente in altri momenti del’album, è qui più mitigata e dà vita ad un pezzo più coerente al suo interno. Forse la difficoltà principale della comprensione di ‘Year…’ è proprio la  mancanza di un filo conduttore unico; l’impressione è che la disperata ricerca del connubio fra tanti stili si sia rivelata un’arma a doppio taglio e metta a dura prova la pazienza dell’ascoltatore. Vale comunque la pena di verificare di persona se questa teoria corrisponde al vero.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Lion Music

Anno: 2012

Tracklist:

01. Hyperuranium
02. The Others
03. The Road
04. Covered
05. Year Of The Hunger
06. Clouds and Shales
07. Before Abigail
08. Liquid Memories
09. Antikythera
10. Venice
11. The Arising of Volition
12.Venice (instrumental)


Sito Web: http://www.themoor.org/

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