Xilla – Recensione: Distant Minds

Xilla è lo strano nome scelto da questi ragazzi per l’autoproduzione d’esordio del loro percorso musicale; e non scelgono una via commercialmente facile gli inglesi, perché “Distant Minds” contiene 1h10 di alternative rock mischiato al neo progressive… coraggioso modo di presentarsi sul mercato in questo 2019.

Xilla è una realtà interessante, che cerca di esplorare soluzioni differenti nonostante una base assolutamente classica; tempi dispari, trame melodiche mai forzate, grandi ritornelli e una mai sopita vena malinconica, il tutto amalgamato dalle sapienti mani al mix desk di John Mitchell.

“Heroes” mette in mostra un’ottima conoscenza delle armonie vocali e una notevole perizia sugli strumenti; la linea vocale è sia ricercata che scorrevole e sfocia in un ritornello ben congegnato.

Davvero focalizzata la prova del cantante Leigh Oates, plus che da alla band una spinta in più (“Let Me Breathe”) nonché il lavoro delle chitarre di Chris Flanagan e Greg Pullin, mai autoreferenziale ma a servizio delle canzoni (“Distant Minds”).

“You Crawl” è uno dei momenti più trascinanti dell’album così come “Catharsis”, sorta di hard rock con un sentore progressivo che trasmette sia sensazioni e ricordi legati alla tradizione ma anche un senso di novità e freschezza.

Ringraziamo gli Xilla per averci dato il supporto necessario per potervi presentare il loro prodotto e soprattutto lo sforzo professionale profuso per non dare in pasto alla stampa un album approssimativo e poco curato.

Avanti così!

 

Voto recensore
7
Etichetta: Independent

Anno: 2019

Tracklist: 01. Crux 02. Heroes 03. Let Me Breathe 04. Distant Minds 05. You Crawl 06. Burning Sky 07. Catharsis 08. Left To Burn 09. Everything At Once 10. Reborn
Sito Web: http://www.xillaband.com/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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