Xenos – Recensione: Filthgrinder

Non lasciatevi ingannare dalla tranquilla intro di chitarra acustica con cui si apre “Filthgrinder“. Gli Xenos, nuova realtà del thrash metal italiano che giunge qui al suo debutto discografico, hanno infatti tutte le carte in regola per farvi saltare dalla sedia già dopo pochissimi minuti di ascolto. A voler essere pignoli, forse non ci sarebbe neanche bisogno della cover di “Peace Sells“, un classico di questo genere, per capire quali siano gli obiettivi della band, una formazione a tre nata dal nucleo portante degli Eversin, che con loro condividono le tematiche apocalittiche e lo spirito belligerante. Gli Xenos attingono infatti a piene mani dal thrash metal classico statunitense, si ispirano a band come Megadeth e Slayer e, per quanto il thrash sia sicuramente un genere dal quale si è attinto copiosamente, dimostrano di avere buone idee di fondo.

Soldados“, quindi, è l’unico momento di respiro. Dal secondo brano in avanti, la title track, è tutto un rincorrersi di riff di chitarra ben strutturati, che accompagnano una voce rabbiosa e definita, che soddisfa pienamente quello che si richiede dal genere.

Anche la produzione complessiva dell’album, nel suo essere scarna ed essenziale, ricalca fedelmente le atmosfere degli anni ’80. La situazione che gli Xenos dipingono nei loro testi è quella di un mondo allo sfascio, che ha pochissime possibilità di sopravvivenza. Ad esempio, “Post-Apocalypse Breed” alterna ritmiche veloci ad altre parti più rallentate, e tratteggia un ipotetico futuro fatto di angeli senza ali e corpi impilati uno sull’altro a indicare la fine della civiltà. Tematiche simili sono riprese nella successiva “Birth Of A Tyrant“, che contiene anche un’invettiva contro il sistema politico attuale, mentre la veloce “So Old, So Cold” è un appello disperato ad arrestare il folle modo di vivere dell’occidente prima di sprofondare nell’abisso. Insomma, gli Xenos lanciano un messaggio di protesta e un appello alla civiltà per un cambio di prospettiva, vengono supportati in questo loro richiamo da una musica senza compromessi e alzano la loro voce avvalendosi di ospiti illustri come Mantas dei Venom e Si Cobb degli Anihilated. C’è bisogno di altro per convincere gli appassionati del thrash ad approfondire la loro conoscenza di questa nuova realtà di casa nostra?

Etichetta: Club Inferno Entertainment

Anno: 2020

Tracklist: 01. Soldados 02. Filthgrinder 03. Post Apocalypse Breed 04. Birth Of A Tyrant (feat. Jeff “Mantas” Dunn) 05. So Old, So Cold 06. Iconoclast 07. Angel Of Silence 08. Peace Sells 09. Of Magma And War (feat. Si Cobb)
Sito Web: https://www.facebook.com/xenosthrash/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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