Norma Jean – Recensione: Wrongdoers

Sesto album per gli americani Norma Jean, sempre più lanciati verso le vette dell’affollata scena post-core, grazie soprattutto agli ottimi responsi ricevuti col precedente “Meridional” (nominato ai Grammy 2010).

Il quintetto di Atlanta, forte di un’esperienza a tutto tondo nelle sonorità che vanno dal math all’emo, propone col nuovo “Wrongdoers” l’ennesimo ottimo concentrato di brani ad elevato numero d’ottani, nei quali un’opportuna alternanza fra furiosi attacchi frontali e momenti più melodici e fruibili rende ancor più interessante e godibile l’intero processo d’ascolto.

Rispetto agli acerbi esordi della band (“Bless The Martyr And Kiss The Child”, 2002) “Wrongdoers” è in possesso di un vocabolario espressivo ben più vasto e vario, che, partendo da palesi quanto indispensabili doti tecniche, è riuscito nel tempo a costruirsi una sua identità, vicina a primi Dillinger, Thursday e The End, per fare qualche nome noto, ma perfettamente autonoma e riconoscibile.

Guidati dallo screaming nervoso ma mai sopra le righe di Cory B. Putman, i brani si susseguono senza apparente soluzione di continuità, in un assalto continuo che ha nell’ottima resa sonora garantita da Josh Barber e Jeremy Griffith una delle sue migliori credenziali accessorie.

Piacciono brani geometrici e squadrati come “If You Got It At Five, You Got It At Fifty” e “Potter Has No Hands”, ma anche le grandi aperture melodiche della titletrack e “Sword In Mouth, Fire Eyes”, che dimostrano l’elevato potenziale commerciale della proposta del gruppo, sicuramente ben spendibile presso la composita scena alternative che dai Converge arriva ai 30 Seconds To Mars.

Davvero degna di nota la conclusiva “Sun Dies, Blood Moon”, lunga composizione dai toni più riflessivi e sperimentali, impreziosita da arrangiamenti d’archi e organo, interessante sentiero alternativo per possibili sviluppi futuri nell’economia sonora della band.

Tali qualità e qualità permettono a “Wrongdoers” di bissare alla grande il successo di “Meridional”, e concorrono a stabilire un nuovo primato nella discografia dei Norma Jean, attualmente fra le poche nuove leve veramente valide e degne d’attenzione.

Voto recensore
7
Etichetta: Razor & Tie Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Hive Minds
02. If You Got It At Five, You Got It At Fifty
03. Wrongdoers
04. Potter Has No Hands
05. Sword In Mouth, Fire Eyes
06. Afterhour Animals
07. The Lash Whistled Like A Singing Wind
08. Neck In the Hemp
09. Triffids
10. Funeral Singer
11. Sun Dies, Blood Moon


Sito Web: http://www.facebook.com/normajean

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