Wotan – Recensione: The Song Of The Nibelungs

The Song Of The Nibelungs” era ormai atteso da anni e quando anche i più accaniti fan della band lombarda cominciavano a temere di non ascoltare più il lungo lavoro in gestazione ecco che i Wotan ci colpiscono a freddo forgiando un doppio CD con ben diciotto pezzi senza intro né outro che colpiscono sempre nel segno e completano una vera e propria epic rock opera che entra di diritto nell’Olimpo della tradizione di questo genere musicale (anche la lussuosa edizione in digibook ha la sua importanza e val davvero l’acquisto).

I lombardi Wotan sono noti per aver sempre centellinato le proprie release ma possiamo solo essere soddisfatti se il risultato di questa lunga attesa (12 anni dal precedente “Epos”) è rappresentato da questo possente, cupo, mastodontico lavoro ispirato al poema dei Nibelunghi, il “Nibelungenlied”, che i nostri ripercorrono capitolo per capitolo grazie ai testi avvincenti del cantante Vanni Ceni.

Il primo brano, “In The Land Of The Nibelungs”, è il perfetto opener e se liricamente appare una sorta d’introduzione al poema, a livello musicale risulta una marcia roboante e prepotente (che in parte ricorda “Hector Storms the Wall”, la prima parte della lunga suite “Achilles, Agony and Ecstasy in Eight Parts” dei Manowar) che ci conquista subito al primo ascolto, complice un ritornello diretto e facilmente memorizzabile.

Grazie a “Kriemhild’s Dream” entriamo nel vivo della vicenda narrata dalla saga; Crimilde viene introdotta in modo sublime dalla prima ospite del doppio CD, ossia la singer lirica Claire Briant Nesti, che dona subito un tono lento, cupo e drammatico alla canzone, ulteriormente accentuato dal riffing serrato di chitarra di Mario Degiovanni. L’angoscia per l’oscuro sogno viene ulteriormente sottolineata dall’intervento in chiusura dalla chitarra acustica del secondo ospite Alberto Colombo che accompagna fino alla fine il ritorno dell’ottima Claire.

Siegfried’s Journey” ci presenta uno dei personaggi decisivi del poema ed il pezzo si rivela estremamente azzeccato, alternando la fase iniziale di tensione ed attesa ad un’esplosione terremotante nella seconda parte, garantita dall’ottima linea ritmica di Salvatori Oliveri al basso e di Gabriele Stoppa alla batteria; l’accoppiata bridge/ritornello, grazie anche all’affascinante coro, è quanto mai avvincente. Anche la successiva “Schilbung And Nibelung” inizia con un ritmo cadenzato e conquista con un’accelerazione power; da sottolineare l’affascinante assolo di chitarra di Mario Degiovanni.

La cavalcata “Alberich The Dwarf” è un’altra colata di metallo epico ma è con “Balmung” (la spada di Sigfrido) che raggiungiamo uno degli apici dell’opera grazie all’ennesima progressione emotiva/ritmica impreziosita da un’ottima interpretazione di Venni al microfono, in grado di modulare alla perfezione la sua interpretazione, usando alternativamente un approccio più ruvido ed un altro più melodico. “Fafnir (Dragon’s Blood)” ci racconta del noto episodio dell’uccisione del drago da parte di Sigfrido ed è introdotto dal martellante basso di Sal Olivieri che ci porta al cospetto di un altro pezzo vivace e diretto.

Il power-lento “Fateful Love” dimostra come i Wotan siano anche in grado di creare pezzi di un notevole spessore intenso e drammatico, complici l’introduzione al pianoforte del terzo ospite Danilo Scalise e l’interpretazione di Vanni che fa letteralmente vibrare l’anima degli ascoltatori.

L’arrembante “Brünhild” conclude nel migliore dei modi la prima immensa parte dell’album; il pezzo inizia con un ritmo forsennato e descrive l’antefatto che porta alla conquista della regina Brunilde, interpretata magistralmente da Claire Briant Nesti, che questa volta canta con lo stile lirico donando un brivido wagneriano al brano.

La velocissima e possente “Deadly Challenge” (altro pezzo da novanta) apre la seconda parte dell’opera e descrive le prove necessarie alla conquista di Brunile da parte di Gunther con l’aiuto di Sigfrido, reso invisible grazie grazie all’artefatto del nano Alberich. La successiva “Untamed Queen (Gunther’s Wedding)”, cadenzata e pesante, ci porta direttamente alla lunga “The Curse Of The Ring” che, nell’arco di dieci minuti e rotti ci fa vivere un’intensa emozione che raggiunge il suo apice nel duello vocale fra Vanni e Claire che anche in questo caso sfoggia tutta la potenza espressiva della lirica; il pezzo raggiunge alte vette anche grazie alla notevole trama melodica tessuta dalla chitarra di Mario Degiovanni.

Arriva quindi il punto del vile atto di tradimento che porta alla morte di Sigfrido per mano di “Hagen” a cui viene dedicata quest’intensa e veloce canzone che, grazie ad un’incedere incalzante, espone le ragioni dell’antagonista dell’eroe del poema. La successiva “The Hunt” ci proietta nel tranello in cui cade vittima Sigfrido; il pezzo, ancora un epic-power sostenuto, è impreziosito nel finale dall’assolo di chitarra classica di Alberto Colombo.

In “Murder” i ritmi ritornano ad essere forsennati ed il brano raggiunge il suo apice grazie ad un’accoppiata bridge-ritornello di spessore, grazie anche al riffing compatto di chitarra sostenuto dal drumming martellante di Gabriele Stoppa.

Siegfried’s Funeral March”, grazie ai suoi tredici minuti, ci trasporta direttamente nella tetralogia di Richard Wagner, complice la cupa introduzione; la traccia riesce a trasmettere tutta la greve atmosfera funerea della vicenda.

Nel corso delle due ultime canzoni “Journey To Vengeanc” e “Kriemhild’s Revenge” si consuma la vendetta ai danni dei cospiratori che hanno eliminato l’eroico Sigfrido. Se il primo pezzo funge da introduzione, sostenuto da un incedere epico e cadenzato, il secondo esplode con tutta l’energia della terremotante linea ritmica dei Wotan in un finale estremamente epico che ci dona Vanni in un’interpretazione selvaggia e cruda che fa da contraltare ad un ritornello fra i più epici e intensi di tutta l’opera.

The Song Of The Nibelungs” è un’opera monumentale che riporta il monicker Wotan e l’epic metal italiano ai massimi livelli espressivi di questo genere. Semplicemente imperdibile.

Etichetta: Rafchild Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. In The Land Of The Nibelungs 02. Kriemhild’s Dream 03. Siegfried’s Journey 04. Schilbung And Nibelung 05. Alberich The Dwarf 06. Balmung (The Gold, The Sword And The Magic Ring) 07. Fafnir (Dragon’s Blood) 08. Fateful Love 09. Brünhild 10. Deadly Challenge 11. Untamed Queen (Gunther’s Wedding) 12. The Curse Of The Ring 13. Hagen 14. The Hunt 15. Murder 16. Siegfried’s Funeral March 17. Journey To Vengeance 18. Kriemhild’s Revenge
Sito Web: https://www.facebook.com/pages/WOTAN-Official-Page/110086789007741

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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