Wormed – Recensione: Krighsu

La musica estrema portata oltre ogni limite, la musica che agisce come un unico monolitico blocco pronto a rompere gli argini e travolgerci. Una sensazione di impotenza e totale abbandono ci accompagna lungo i scarsi 35 minuti di questo “Krighsu”, terza prova sulla lunga distanza per gli spagnoli Wormed. La band di Madrid porta avanti con fiera e salda convinzione la propria proposta fatta di un Techincal Brutal/Death Metal caratterizzata da una capacità esecutiva ed espressiva, che, visto il genere proposto, non sempre emerge tra i solchi di un disco.

Invece, i Wormed sono in grado di conferire a composizione che elevano ulteriormente l’altezza dell’asticella qualitativa in campo Brutal anche un mood e una melodia capaci di restare impresse nella mente già dopo il primo ascolto. E come se le atmosfere di un disco monumentale come “The Piper At The Gates Of Dawn” dei Pink Flyod incontrassero l’incidere maestoso, malato e brutale dei Meshuggah, in un connubio di una potenza devastante. Basta ascoltare un brano come il conclusivo “Molecular Winds”, il culmine, l’apice compositivo della band, la perfetta sublimazione di una formula che unisce riff ipertecnici e schizofrenici, una batteria terremotante che picchia a velocità assurde, cambi di tempo, la voce gutturale di Phlegeton e frequenti inserti di suoni digitali, a tratti anche orchestrazioni (accade in pezzo feroce e gelido come “Life Omega Point”).

Estrapolare un brano da questo disco è assolutamente cosa ardua e insensata: “Krighsu” è un viaggio che deve essere vissuto tutto d’un fiato, senza soste o ripetizioni. Basta indossare il casco e la propria tutta e partire alla volta dello spazio siderale in compagnia dei Wormed. Una volta partito l’attacco di “Pseudo-Horizon” finiamo in un vortice che ci cattura e spinge alla deriva. La rabbia che trasuda in brani come i successivi “Neomorph Mankind” o “Agliptian Codex Cyborgization” è sempre gestita con razionalità e criterio, in un ossimoro che ha quasi dell’incedibile. Eppure, i Wormed non perdono mai la bussola, evitando che la furia cieca o il vuoto sfoggio di una tecnica eccelsa allontani le loro composizioni dall’obiettivo che si sono prefigurati. Senza questo controllo non avrebbe preso corpo un brano come “Computronium Pulsar Nanarchy” o “Eukaryotic Hex Swarm”, in cui atmosfere claustrofobiche e nichiliste vengono accentuate e perfettamente traposte in musica dal combo spagnolo.

In campo Brutal ci troviamo di fronte a una delle uscite più interessanti fin qui ascoltate e siamo pronti a scommettere che in pochi riusciranno a bissare quanto di buono è contenuto in “Krighsu”. I Wormed rappresentano una delle realtà della musica estrema dal talento più cristallino e puro, una band che deve essere tra gli ascolti fissi di ogni amante del genere.

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Voto recensore
7,5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2016

Tracklist: 01. Pseudo-Horizon 02. Neomorph Mindkind 03. Agliptian Codex Cyborgization 04. The Singularitarianism 05. Eukaryotic Hex Swarm 06. Computronium Pulsar Nanarchy 07. A-Life Omega Point 08. 57889330816.1 09. Zeroth-Energy Graviton 10. Molecular Winds
Sito Web: http://www.wormed.net/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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