Soul Sirkus – Recensione: World Play (European Edition)

A distanza di qualche mese dall’uscita sul sito della band, ‘World Play’, album d’esordio del supergruppo Soul Sirkus, esce nei circuiti di distribuzione abituali grazie a mamma Frontiers. Ed è l’occasione per riascoltare e rivalutare, almeno in parte, il lavoro di Soto e soci. Sarà che il tempo passato ha consentito di metabolizzare al meglio le melodie molto più complesse degli standard del genere, sarà che la nuova sezione ritmica (alla batteria c’è Virgil Donati) ha ri-registrato la propria parte, sarà che l’album è stato ri-mixato e rimasterizzato. Saranno tutte queste cose messe insieme (soprattutto le ultime due, però). La sostanza è che questa volta è il caso di parlare di ‘World Play’ come di un grande album, senza mezzi termini. Certo, alcuni dubbi rimangono: la prestazione di Soto non è ai livelli di eccellenza raggiunti su altri lavori, così come rimane la convinzione che il cantante dia il meglio di sé dal vivo, dove il suo straordinario carisma si traduce in un carico di energia entusiasmante. E poi rimangono le perplessità sull’eccessiva durata, aumentata dalla presenza di quattro ulteriori brani inediti.

Quello che funziona alla grande ed è evidenziato in questa nuova uscita è la sezione ritmica. Difficile, però, credere che il grande Deen Castronovo non svolgesse appieno il suo dovere alla batteria: onore al merito di Donati, ma qui si tratta soprattutto di un suono che esce in maniera decisamente migliore grazie al lavoro in fase di ri-masterizzazione e ri-mixaggio, punteggiando i pezzi con un ritmo trascinante dall’inizio alla fine. Un plauso anche a Mendoza, in più di un’occasione (‘Praise’ su tutte) vero protagonista dell’album, con buona pace dell’inarrivabile Neal Schon, di cui erano già stati tessuti gli elogi nella recensione precedente.

L’apertura di ‘Highest Ground’, ideale trait d’union fra memorie hendrixiane e il Tom Morello in versione-Audioslave, mette subito in luce un suono molto diverso da quello "soffocato" della prima versione di ‘World Play’. Per quanto riguarda la gerarchia interna dei pezzi, vale quanto detto allora: le cose migliori si chiamano ‘New Position’ e ‘Peephole’, troppo complessi per diventare dei classici del genere ma troppo scatenati per lasciarci indifferenti in poltrona. Gli inediti sono ‘Alive’, le stravaganti ‘Abailar To’ Mundo’ e ‘James Brown’, il gospel di ‘My Love, My Friend’: niente di eccezionale, ma non è questo il punto. Per i dubbi espressi prima non è il caso di parlare di capolavoro, ma va detto che i Soul Sirkus non hanno passato questi mesi a girarsi i pollici.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2005

Tracklist: 01. World Play
02. Highest Ground
03. New Position
04. Another World
05. Soul Goes Away
06. Alive
07. Periled Divide
08. Peephole
09. Abailar To' Mundo
10. Friends To Lovers
11. Praise
12. My Sanctuary
13. Coming Home
14. My Love, My Friends
15. Close The Door
16. James Brown

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