Necrophobic – Recensione: Womb Of Lilithu

Balzati all’attenzione delle cronache per il recente allontanamento del singer Tobias Sidegård a causa del suo arresto per abusi domestici nei confronti della moglie i Necrophobic non mancano comunque l’appuntamento con il nuovo disco in studio già pronto da tempo, ma, ancora meglio, dimostrano di essere in un buonissimo momento per ciò che concerne la vena artistica nonostante i tanti cambiamenti avvenuti nell’ultimo periodo (con di fatto il solo batterista rimasto come membro storico a far parte del gruppo).

“Womb Of Lilith” è infatti un più che riuscito esempio di melodic swedish black metal dalle tinte oscure e impregnato di quel “gelo” nordico che abbiamo ormai tutti imparato a riconoscere ed apprezzare, ma comunque capace di uscire dagli standard più rinsecchiti per regalare nuove interpretazioni della materia.

Il tono ritualistico dell’introduzione (la title track) è preambolo efficace per quello che fin da “Splendour Nigri Solis” si dimostra un lavoro giostrato su melodie efficaci e suoni dal timbro maligno. La velocità furiosa del black metal più ferale è ben presente, ma non diventa mai caos e la produzione totalmente nitida è perfetta per valorizzare gli inserti di voce pulita nei cori che regalano un’aura spettarle all’incedere ritmico incalzante di molti dei brani.

Molta cura viene messa poi nel dettaglio, con arrangiamenti vari e ben pensati o limitati ma espressivi inserti solisti (come ad esempio in “Furfur”), senza dimenticare che i momenti più dark riescono perfettamente nell’intento di trasmettere la ricercata sensazione di avvolgente oscurità.

La sinfonia nera “The Necromancer”, il black classica “Asmodee”, ma anche “Black Night Raven” sono ottimi esempi di brani lunghi, almeno per quella che è la media del black metal, eppure mai noiosi o prolissi. Il trittico finale “Opium Black”, “Infinite Infernalis”, “Amdusias” è poi da vero godimento esoterico, con la band che si immerge in un suono completamente maturo e ricco di ritualità che affonda le proprie radici fin negli albori del genere (Black Widow, Death SS, Etc)

In fondo “Womb Of Lilithu” è quello che si può definire un disco di black/dark metal assolutamente fedele alla propria tipologia stilistica, ma allo stesso tempo la qualità e l’ampio spettro delle composizioni ne fanno una delle migliori uscite dell’anno nel suo genere. Tenetelo in debita considerazione.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Season of Mist

Anno: 2013

Tracklist:

01. Womb Of Lilithu
02. Splendour Nigri Solis
03. Astaroth
04. Furfur
05. Black Night Raven
06. The Necromancer
07. Marquis Phenex
08. Asmodee
09. Marchosias
10. Matanbuchus
11. Paimon
12. Opium Black
13. Infinite Infernalis
14. Amdusias


Sito Web: https://www.facebook.com/necrophobic.official

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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