Wolvennest – Recensione: Wolvennest

Interessante debutto quello dei belgi Wolvennest, che freschi di contratto con la Vàn Records, presentano il disco omonimo. Tra psychedelic rock stravagante, doom metal e parecchie soluzioni sui generis, i Wolvennest hanno costruito un sound personale e sono stati capaci di attirare l’attenzione di Albin Julius, che partecipa a questo disco come co-autore e musicista con i suoi Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand.

“Wolvennest”, che neanche a farlo apposta sarà disponibile soltanto in vinile (vintage fino in fondo) è un album dalle strutture ripetitive, oniriche, quasi al limite dell’ossessivo, eppure capace di prodigarsi in melodie solenni ed epiche al quale si accompagnano i loop psichedelici di Albin, che riempiono i brani rendendoli ancora più sfuggenti.

Sono ben tre le chitarre che si inseguono alternando ritmica e solista, con Kirby Michel, Corvus Von Burtle e Mark De Backer che delineano la struttura del pezzo attraverso un riffing costante, sporco, riverberato e vorticoso. C’è molto che ricorda il black metal norvegese dei primi anni ’90, ma le melodie create, nella loro semplicità e nel loro ripetersi, si dimostrano di grande efficacia. E’ qui che si affiancano  gli hammond della bella Shazzula (che provvede anche ad alcune parti vocali, per quanto il suonato resti sempre preponderante) e Albin infila i suoi preziosismi, tra loop distorti e nervosi e sferzate sintetiche. Chiude il cerchio la voce ben diluita ma ottima compagna del contesto di Marthynna (anch’ella dai Der Blutharsch).

Credetici, il mood occulto e il souno analogico mantenuto volutamente retrò, creano sorprendenti continuità con band del calibro di Coven, Black Sabbath, Black Widow, richiamati a tratti tra le note del platter. 55 minuti che scorreranno in un lampo dove i momenti migliori arrivano subito da “Unreal”, che nella sua melodia solenne accostata agli schizzati synth, mette in chiaro il modus operandi del gruppo. Dobbiamo citare anche i venti munuti della suite “Out Of Darkness Deep”, doom monolitico e potentissimo dall’andamento rituale spezzato da numerose parti percussive (dai cimbali ai tamburi) e vero rumore psichedelico che sfuma nel lisergico finale.

Un intrigante e diabolico cocktail di esoterismo, vintage e rock.

Wolvennest-Wolvennest-cover

Voto recensore
7,5
Etichetta: Vàn Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Unreal 02. Partir 03. Tief Unter 04. Out Of Darkness Deep 05. Nuit Noire De L'Âme
Sito Web: https://www.facebook.com/wolvennestband

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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