Wolfpakk – Recensione: Nature Strikes Back

Quando si tratta del loro progetto Wolfpakk, i due prolifici e impegnatissimi musicisti Michael Voss e Mark Sweeney non badano certo a spese. Il presente “Nature Strikes Back”, nuovo capitolo di quella che costituisce a tutti gli effetti una metal opera, vede infatti la collaborazione di un ricco parterre composto dalla bellezza di 32 artisti. Giusto per citare i nomi più altisonanti, troviamo Michael Sweet, Mats Levén, Frank Beck e Ronnie Romero ad alternarsi dietro al microfono, Vinnie Moore e Jeff Waters a dar manforte alle sei corde e Mikkey Dee e Anders Johannson a sedere dietro le pelli.

Nonostante la pletora di pezzi grossi coinvolti e le notevoli ambizioni alla base del progetto, il lavoro di questo super gruppo ci appare però abbastanza freddo e poco appassionante. Le undici tracce che compongono il disco e che spaziano dall’heavy al power metal, passando per l’AOR e arricchendo il tutto con un piglio sinfonico, dimostrano sì grande professionalità e cura dei dettagli, ma possiedono anche un ché di costruito che rende il risultato finale non particolarmente personale, vivace e in grado di emergere dalla massa di uscite simili.

Le melodie e le ritmiche pregevoli certo non mancano qua e là: si ascoltino ad esempio la rocciosa opener/title track, impreziosita da una parziale interpretazione del sempre ottimo frontman degli Stryper, o la pomposa mini-suite “Land Of Wolves”, in cui a salire in cattedra è un convincente Mats Levén. a suo agio in questo tipo di composizioni. I modernismi hi-tech e le keyboards invasive di “Beyond This Site”, “Under Surveillance” e “Lone Ranger” ormai non fanno più scalpore però, risultando anzi un po’ irritanti, mentre canzoni quali “The Legend”, “Revolution” (incredibile come l’assolo/contributo del mastermind degli Annihilator Jeff Waters sia stato infilato proprio in questo brano à la Stratovarius!) e “Lovers Roulette” risultano troppo zuccherose e scontate, riportandoci dritte al modo di fare power tanto in voga negli anni ‘90.

Dopo un’ultima critica all’insipida ballad pianistica “A Mystery”, per il cui riscatto non può far nulla nemmeno il buon Ronnie Romero qui impegnato, concludiamo precisando che “Nature Strikes Back” non è in ogni caso un album da buttare. Il problema è che giunti all’Anno Domini 2020 progetti come quello messo in piedi dai Wolfpakk, nonostante la gran profusione di mezzi posta in campo, appaiano ormai stanchi e non più necessari, per non dire addirittura un po’ anacronistici. Lasciamo dunque questo tipo di opere ai pochi che tuttora riescono a farne qualcosa di valido e realmente significativo (chi ha detto Avantasia?) e al duo Voss/Sweeney concediamo comunque l’onore delle armi per l’impegno e la passione messe in gioco.

Etichetta: Massacre Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Nature Strikes Back 02. The Legend 03. Beyond This Side 04. Land Of Wolves 05. Under Surveillance 06. Restore Your Soul 07. Lone Ranger 08. One Day 09. Revolution 10. A Mystery 11. Lovers Roulette
Sito Web: https://www.wolfpakk.net

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