Witchwood – Recensione: Handful Of Stars (EP)

Si sono già fatti notare nel 2015 con l’ottimo disco di esordio, Litanies From The Woods” (la recensione) e sempre nel corso di quest’anno, per essere arrivati a un passo dal rappresentare l’Italia nella Metal Battle di Wacken, cosa non da poco considerando il genere della band romagnola. Ora, i Witchwood propongono sul mercato un nuovo lavoro discografico, un EP di sette brani complessivi, con cui il gruppo segna un altro capitolo importante nella propria storia. Di questi sette brani, il primo è una intro strumentale di poco più di un minuto, tre sono inediti, due sono cover e una la riproposizione del pezzo che chiudeva “Litanies…”. “Like A Giant In The Cage” è un brano più strumentale che cantato, sfumato nel finale e dalle atmosfere oniriche, in cui i Witchwood mostrano tutto il loro amore verso il progressive rock degli anni ’70. “A Grave Is The River” ha un incedere leggermente più veloce rispetto al pezzo precedente ma si articola ancora una volta secondo modalità inattese. La strepitosa “Mother” consente invece ai Witchwood di liberare i loro tratti più melodici, con un pezzo aggraziato e delicato, pieno di elementi acustici, di chitarre arpeggiate e cori bucolici, in cui la voce solista prende un po’ più il sopravvento, ma sempre in armonia con gli altri strumenti. “Flaming Telepaths” e “Rainbow Demon“, le due cover scelte dalla band, non a caso, sono due tra le incarnazioni più perfette del sound anni ’70 che caratterizza fin da subito il gruppo, essendo estratti dal repertorio, rispettivamente, di Blue Öyster Cult e Uriah Heep. Per finire, la title track è una versione alternativa del brano già pubblicato in precedenza, sviscerato in tutte le sue forme, arricchito da una lunga parte introduttiva di spessore e allungato fino ai dodici minuti di durata. Il tutto, ma sta quasi diventando ripetitivo dirlo, suonato in modo impeccabile, mostrando che i Witchwood hanno rielaborato in tutti i modi possibili la lezione dei grandi padri ispiratori e sono ormai lanciati a tutta velocità su una strada che non può non piacere agli appassionati di sonorità rétrò, un po’ sognanti, un po’ visionarie, ma sempre con i piedi per terra.
Se vi sembra che il voto sia troppo alto per un EP che in sostanza non porta poi molti brani nuovi nel repertorio della band, non stupitevi: non c’è veramente nulla di regalato in questo giudizio e la band si merita tutti gli apprezzamenti che vengono fatti, dal primo all’ultimo.

witchwood

Voto recensore
7,5
Etichetta: Jolly Roger Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Presentation: Under The Willow

02. Like A Giant In A Cage

03. A Grave Is The River

04. Mother

05. Flaming Telepaths

06. Rainbow Demon

07. Handful Of Stars (New Version)
Sito Web: https://www.facebook.com/Witchwoodband/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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