Witchwood – Recensione: Before The Winter

A cinque anni dall’osannato esordio “Litanies From The Wood” (con l’intermezzo della raccolta di inediti e cover “Handful of Stars” del 2016), dopo un periodo coronato da numerosi concerti anche all’estero, arriva finalmente il nuovo lavoro dei faentini Witchwood, fra i più significativi portabandiera nazionali dell’hard rock colorato di progressive di ispirazione settantiana.

La possente opener “Anthem For a Child” fa entrare immediatamente nelle atmosfere dei Witchwood, con un hard rock epico ed evocativo a cui fa seguito la cadenzata “A Taste Of Winter”, sostenuta dalle chitarre di Ricky Dal Pane e Antonino Stella, e dal flauto di Samuele Tesori, con gli scambi solisti fra loro e l’Hammond di Steve Olivi. Se “Feelin’” colora di venature funk l’hard prog della band, “Crimson Moon” (che vede ospite al basso fretless Diego Banchero del Segno Del Comando) è una suggestiva ballata acustica. Un riff prettamente hard blues apre “Hesperus”, brano che poi si sviluppa in atmosfere varie e per nulla scontate. “No Reason To Cry” ha un impatto non lontano dai Deep Purple Mk III, mentre “Nasdir”, con ospite la soprano Natascia Placci, spiazza richiamando le atmosfere di un grande, indimenticabile artista qual è stato Ennio Morricone. Si torna al blues con “Crazy Little Lover”, dall’inizio con chitarra acustica e armonica, seguito da un riff roccioso e sviluppi solisti southern. Chiude il lavoro la lunga, meravigliosa “Slow Colours of Shade”, una suite che viaggia fra prog, psichedelia, riff e cori dalle tinte doom, scambi solisti e continui chiaroscuri. La versione in vinile poi contiene “Child Star”, cover dei T. Rex di Marc Bolan, qui in una versione dilatata e ben più elettrica.

Questo nuovo lavoro dei Witchwood rappresenta probabilmente ad ora il punto più alto della loro produzione, più compatto e concreto dei pur eccellenti dischi precedenti, anche se mai banale e fermo sulle stesse atmosfere, pur restando coerentemente ancorato alla loro proposta musicale. Le influenze di gruppi colossali come Uriah Heep, Jethro Tull, ma anche Black Widow e mille altri più o meno conosciuti, sono certamente riscontrabili, ma attenzione: non si tratta di stanca ripetizione di schemi ritriti, bensì amore e sincera passione per le band e la musica che ha attraversato il magico periodo degli anni ’70 con la sua libertà espressiva. Un lavoro dal mood autunnale, a tratti malinconico, ma sempre potente ed intenso, con una perfetta fusione ed equilibrio fra tutti gli strumenti (completano la formazione il bassista Luca Celotti e il batterista Andrea Palli) e la splendida voce di Ricky Dal Pane, che lavorano in una grande armonia nella quale nessuno prevale sull’altro, creando così un grande affresco corale.

Un lavoro clamorosamente riuscito, che resterà nella storia delle produzioni internazionali di classic hard rock di questi ultimi anni.

Etichetta: Jolly Roger Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Anthem For a Child 02. A Taste Of Winter 03. Feelin’ 04. Crimson Moon 05. Hesperus 06. No Reason To Cry 07. Nasdir 08. Crazy Little Lover 09. Slow Colours of Shade 10. Child Star (solo nella versione LP)
Sito Web: https://www.facebook.com/Witchwoodband

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