Wishbone Ash – Recensione:Coat of Arms

Gli Wishbone Ash hanno influenzato e non di poco l’hard rock e l’heavy metal, basterebbe pensare a Steve Harris ed alle twin guitars che hanno fatto la storia di più di un genere musicale, ed ad un flavour epico che ha colpito anche un certo Biff Byford, che ha inserito infatti nel suo recente e primo album solista una riuscita cover di  “Throw  Down The Sword”.

In una lunga e perigliosa carriera che ha raggiunto le cinquanta candeline nel 2019, gli album leggendari e seminali si pongono nei primi anni settanta (“Argus”, ma non solo), e la formazione storica è stata largamente rinaneggiata, arrivando anche a furiosi litigi per il copyright del nome della band. Battaglia vinta da John Powell, che ha regalato una certa stabilità a questa nuova incarnazione degli Wishbone Ash, con un assetto a quattro elementi e l’arrivo, nel 2017 del fans e chitarrista Mark Abrahams, ed il ritorno allo stile classico e progressivo che ha reso gli “Ash” una vera e propria cult band.

Dopo “Blue Horizon” del 2014, “Coat of Arms” è il venticinquesimo lavoro in studio della band, e risulta epico e glorioso fin dalla copertina (che potrebbe appunto essere scambiata per la cover di band come Sabaton e Saxon), e ci immerge in un suono analogico, denso e “classic” nel senso più positivo immaginabile. Undici pezzi e quasi un’ora di duelli chitarristici di grande gusto ed effetto, a volte quasi folkish, altre reminescenti leggende come la Allman Brothers Band, ed un suono più americano ed immediato, fino ad arrivare al funk rock sporcato dai fiati della finale “Personal Halloween”, oppure terso di influenze sixties (con un pizzico di Springsteen) in “Back in The Day”. Più del singolo un pò abbozzato “We Stand as One”, brillano la fluviale e torrenziale title track, oppure le variazioni geniali in “Empty Man”, culminando nella dolcezza seventies di “Floreana”.

Certamente, nel 2020, gli Wishbone Ash non otterranno mai il successo che meriterebbero e che nella loro storia hanno soltanto sfiorato per qualche anno. “Coat Of Arms” però è un disco magistrale, zeppo di composizioni suggestive e grandissima classe compositiva ed esecutiva. Il suono scorre libero, magnifico ed assolutamente naturale. Ogni ascolto ulteriore migliora questo mio giudizio, e siamo solo all’inizio…

Etichetta: SPV/Steamhammer

Anno: 2020

Tracklist: 01. We Stand As One 02. Coat Of Arms 03. Empty Man 04. Floreana 05. Drive 06. It’s Only You I See 07. Too Cool For AC 08. Back In The Day 09. Deja Vu 10. When The Love Is Shared 11. Personal Halloween
Sito Web: https://wishboneash.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login