Letzte Instanz – Recensione: Wir Sind Gold

‘Wir Sind Gold’ è il sesto studio album del seven-piece tedesco Letzte Instanz, combo dedito a un gothic rock con innesti elettronici e sinfonici che rendono la band una sorta di “ibrido” tra i Rammstein e i Lacrimosa. I brani si muovono infatti su queste doppie coordinate, preferendo ora i ritmi vivaci del rock, ora abbondanti risvolti orchestrali (nella line-up sono compresi infatti un violinista e un violoncellista) che si adagiano sui brani più introspettivi e malinconici.

In entrambi i casi i risultati non sono però dei migliori. Quando i nostri imboccano la strada del brano plastificato e da goth party mancano l’energia e il ritornello intrigante, quando invece il pezzo vorrebbe colpire in forza del senso di grandiosità dato dalla musica classica, si avverte una totale perdita di mordente. Gli innesti sinfonici sono lunghi e troppo similari e non parliamo delle parti narrate, francamente del tutto inutili.

Non bastano un paio di refrain azzeccati né una produzione perfetta per risollevare le sorti di ‘Wir Sind Gold’, un lavoro spento e privo di spunti vincenti. Il nostro consiglio è quello di volgere lo sguardo altrove, ma per quella nicchia di pubblico che potrebbe essere comunque interessata, segnaliamo che l’album sarà disponibile anche in un’edizione limitata contenente due bonus tracks.

Voto recensore
5
Etichetta: Drakkar / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01.Du Und Ich
02.Morgenrot
03.Sturmvogel
04.Wir Sind Allein
05.Komm Nie Zuruck
06.Der Ewige Kreis
07.Monument Der Stille
08.Meine Innere Stimme I
09.Worte Brennen Gut
10.Maskenball
11.Sie Kommen
12.Und Das Meer...
13.Frei
14.Jeden Abend
15.Mein Ton (Bonus Track)
16.Meine Inner Stimme II (Bonus Track)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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