Winterhorde – Recensione: Maestro

Tecnica, competenza e ottimo mestiere. Tutti aspetti positivi, ma a volte non bastano perchè un prodotto musicale possa essere apprezzabile in toto e rimanga a lungo nel tempo. (Purtroppo) ne sanno qualcosa i Winterhorde, band israeliana attiva da una quindicina d’anni e giunta con “Maestro” alla terza fatica sulla lunga distanza.

Non possiamo avanzare obiezioni sull’aspetto formale di questo prodotto, che vede la band distanziarsi ancora dal melodic black degli esordi per arrivare a un extreme metal dal taglio moderno e ricco di soluzioni sinfoniche, in un costante alternarsi tra parti crude, veloci e squisitamente metalliche ed altre di carattere classico/operistico, con il contributo di piano, violino, voci soprano e baritono.

Soluzioni abusate è vero, tuttavia se poste bene in un contesto riescono a creare un impatto emozionale notevole e una sensazione di teatralità. Non è il caso ahinoi, dei Winterhorde, che forse presi dall’entusiasmo di voler arricchire il più possibile i pezzi, finiscono per renderli un po’ pacchiani e ridondanti, senza considerare la loro lunghezza eccessiva. I 65 minuti di ascolto che gli israeliani ci impongono, certo non aiutano e si finisce per scorgere tutte quelle zone d’ombra, ovvero ripetitive che affossano il dinamismo dell’album.

Ci sono anche intuizioni positive, da vedersi non solo in una produzione assolutamente ottima, ma anche in passaggi che osano di più, ad esempio le piacevoli parti progressive e dai toni jazzati di “Chronic Death”, o ancora le drammatiche melodie portanti della titletrack e della successiva “Through The Broken Mirror”, arricchita da una intensa parte di sax che infrange le barriere tra i generi.

Tuttavia, i momenti più vicini all’extreme metal scorrono abbastanza anonimi e poco vari e nel complesso la tanta carne al fuoco non trova il giusto equilibrio. Si arriva alla fine del disco con un senso di pesantezza. Se la commistione tra il metal e la musica classica è per voi sufficiente a rendere un album diverso e sopra le righe, allora non faticherete ad apprezzare “Maestro”. Dal nostro punto di vista il platter è invece pretenzioso e annoia.

Winterhorde - Maestro

 

Voto recensore
5,5
Etichetta: ViciSolum Productions

Anno: 2016

Tracklist: 01. That Night In Prague 02. Antipath 03. Worms Of Souls 04. They Came With Eyes Of Fire 05. Chronic Death 06. The Heart Of Coryphee 07. A Dying Swan 08. Maestro 09. Through The Broken Mirror 10. Cold 11. Dancing In Flames
Sito Web: http://www.winterhorde.net/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

6 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Fabrizio

    Di pacchiano qui c’è soltanto la superficialità con cui hai/avete approcciato questo disco. Sì, certo: non è più il tempo della “sospensione” dei giudizi e della concomitante, plurima immersione negli ascolti. Questa è l’epoca dei download usa e getta, del presentismo, della rarefazione della capacità di attendere e quindi di pensare. Prima di scrivere la prima bozza di questa recensione comunque, forse avreste fatto bene a fare un giro in rete; tanto per capire un pò meglio che aria tira attorno a questo disco.

    Vi linko qualcosa:

    http://www.metal-temple.com/site/catalogues/entry/reviews/cd_3/w_2/winterhorde-maestro.htm
    http://www.sputnikmusic.com/review/70773/Winterhorde-Maestro/
    https://www.angrymetalguy.com/winterhorde-maestro-review/
    http://www.rock-metal-essence.com/2016/05/winterhorde-maestro-recensione.html
    http://www.iyezine.com/winterhorde-maestro
    http://www.nocleansinging.com/2016/06/01/winterhorde-maestro/#more-108831

    Non vi sto invitando ad allinearvi, no. Ma quantomeno a farvi venire qualche dubbio.
    Cordiali saluti

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    • Andrea Sacchi

      E invece, pensa un po’, a me non è piaciuto dopo almeno quattro ascolti e spiego anche il motivo.
      D’altronde se in rete dicessero che le gazzelle depongono le uova, io dovrei crederci. E certo.

      Reply (in reply to Fabrizio)
  2. Fabrizio

    No clean singing, per dire, è uno dei migliori siti al mondo che trattano di metal estremo. Gazzelle che cacano uova un paio di palle, caro il mio incompetente. Questo è un disco dove c’è un preciso mood avantgarde, dopo che la band in questione ha seguito una evoluzione estetica e concettuale simile a quella degli Arcturus de La Masquerade Infernale. Ma dove l’hai sentita la musica classica? Ma di che parli? Dire semplicemente che sta roba ti fa cagare, no, eh? E magari aggiungere che nonostante i tuoi gusti l’album è oggettivamente fatto, composto e suonato alla grande? Qualcuno diceva che la storia del de gustibus è una gran cazzata, perché l’estetica ha dei canoni e non saperli interpretare vuole solo dire che siamo di fronte alla mediocrità di chi fruisce di un’opera.

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  3. Fabrizio

    Sì, ma vedi qui non è del tutto chiaro dove finisca la mia spocchia (che riconosco, è vero, ne ho da vendere) e dove cominci la tua elusività, nelle risposte piccate ma fuori fuoco che mi dai. Mettiamola sul piano statistico: oltre una dozzina di siti nazionali ed esteri giudicano questo album da un minimo di 4/5 al massimo dei voti in 4 o 5 circostanze. Si passa pure dai 9. Il lessema più ricorrente delle recensioni è “masterwork” e tu gli dai 5,5. Capisci da te che sei due deviazioni standard sotto la media o sono io ad essere stronzo? Non fraintendermi, apprezzo il vostro sito. Mi piace la vostra attitudine a stare sempre sul pezzo, sulla novità, sul proporre per primi. Ma questa ambizione, leggittima, a primeggiare paga comunque il prezzo di una informazione che può diventare approssimativa.

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    • Andrea Sacchi

      Fabrizio, non credo che le mie risposte siano elusive, semplicemente non mi pare possibile darti argomentazioni. Parti con la verità in tasca e sei convinto di conoscere canoni estetici assoluti. Bene, buon per te. Io invece nel mio essere approssimativo continuerò a pensare che questi Winterhorde siano un gruppo preparatissimo sul versante tecnico ma privo di un’oncia di personalità, papabili di un miglioramento esponenziale ma per il momento con poche e confuse idee. E’ piaciuto a tutti tranne che a me? Pazienza. Vorrà dire che accetterò di buon grado la mia posizione fuori dal coro

      Reply (in reply to Fabrizio)

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