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Windhand – Recensione: Grief’s Infernal Flower

Gli americani Windhand tagliano il traguardo del terzo studio album con “Grief’s Infernal Flower”, che sarà pubblicato in questo ricco Settembre musicale dalla Relapse Records. Chi conosce la band può dormire sonni tranquilli. La nuova fatica sulla lunga distanza del five-piece di Richmond ribadisce quanto di buono il nostro portale aveva individuato in occasione del precedente “Soma”, di cui “Grief’s Infernal Flower” è in sostanza il naturale continuatore.

La band continua il suo percorso in ascesa nel panorama stoner/doom, il quale trova nel bagaglio espressivo dei Windhad una valida e personale traduzione. Ancora una volta il valore aggiunto è dato dalla voce onirica e caratteristica di Dorthia Cottrell, interprete versatile e ottima giustapposizione alla chitarre sporche e dal taglio sludge della coppia Bogdan/Morris. Quadrata e marziale, la sezione ritmica composta da Ryan Wolfe (batteria) e Parker Chandler (basso), avanza pachidermica e imponente.

L’opener “Two Urns” mostra subito come la band giochi le sue carte sull’asse voce/chitarre, delicata la prima e graffianti le altre, tra reminiscenze sabbathiane e un desertico stoner all’americana maniera, che la produzione di Jack Endino (Nirvana, Soundgarden, High On Fire), ha provveduto a rendere ancora più polveroso. Non mancano momenti orecchiabili, come testimonia la successiva “Forest Clouds” (un brano che tuttavia rimane legato saldamente ai canoni espressivi del genere), né leggere diversioni, ad esempio l’acustica “Sparrow”, una traccia sognante e notturna ben inserita nel contesto.

I Windhand mostrano tutta la scorrevolezza del loro songwriting nei brani dal minutaggio più lungo. “Hesperus”, dove molto è il suonato, ma soprattutto “Kingfisher”, nella loro durata prossima ai quindici minuti non solo palesano le ottime doti strumentali dei nostri, ma anche una notevole varietà, dove i monolitici impianti doom metal incontrano lisergici passaggi psichedelici e un lieve sentore folk.

I Windhand si confermano dunque un’alternativa più che valida per i sostenitori di questo universo musicale.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Two Urns
02. Forest Clouds
03. Crypt Key
04. Tanngrisnir
05. Sparrow
06. Hyperion
07. Hesperus
08. Kingfisher
09. Aition


Sito Web: https://www.facebook.com/WindhandVA

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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