Whitechapel

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Whitechapel

Whitechapel

Track Listing

01. Make It Bleed 4:12
02. Hate Creation 3:28
03. (Cult)uralist 3:42
04. I, Dementia 4:43
05. Section 8 4:25
06. Faces 3:12
07. Dead Silence 4:38
08. The Night Remains 2:58
09. Devoid 2:50
10. Possibilities of an Impossible Existence 4:00

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Un pianoforte dalle melodie struggenti introduce questo self-titled dei Whitechapel, ma niente paura, nessuna svolta stilistica in arrivo per il sestetto del Tennessee, solo la prefazione  ad una tempesta di frenetici e convulsi riff di chitarra supportati da un drumming martellante, sintesi perfetta per l’intero album.

Il quarto full length della band si presenta quindi nel solco della continuità rispetto al passato: autori di un corposo Deathcore dalle atmosfere darkeggianti  i nostri danno vita anche in questo caso a dieci tracce molto accattivanti, prive di fronzoli, dirette ed efficaci come un pugno in pieno stomaco.

Ogni brano ha la sua personalità, pur risultando nel quadro generale dell’opera tutti perfettamente incastonati al posto giusto per creare un totale fluido e piacevole. Non c’è molto spazio per la melodia, se non per l’intro dell’opener “Make it Bleed” e la strumentale “Devoid”, per il resto solo accenni ad aperture meno ruvide che contribuiscono a conferire un piacevole dinamismo all’intera produzione.

Brani dai ritmi molto sostenuti come la middle track “Faces” si alternano ad episodi più lenti e cadenzati, che meglio rappresentano lo stile Whitechapel, costituiti da breakdown da manuale e double kick dall’incedere imponente,”(Cult)uralist” ed “Hate Creation” su tutti; liriche graffianti e polverose che parlano di una società in cui le persone si lasciano condurre piuttosto che essere leader di loro stessi, si arrendono all’idea che non ci sia speranza per il futuro (“Possibilities Of An Impossible Existence”) tanto per citare alcune delle tematiche trattate.

Pur non avendo mai goduto di un guitar-work articolato, grazie a solidi e rocciosi riff i nostri riescono a dar vita ad uno stile decisamente riconoscibile, che conferisce loro una dimensione diversa rispetto alla maggior parte della bands appartenenti al genere in questione, probabilmente ci sarà chi reputerà questo “Whitechapel” inferiore al precedente “ A New Era of Corruption”, da molti giudicato come il “masterpiece” della band, ma inconfutabile è il fatto che in questo caso ci troviamo difronte ad una band molto più matura e consapevole, che piacerà sia alle nuove leve che ai fans di vecchia data.

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