Whitechapel – Recensione: The Valley

Il quintetto deathcore di Knoxville rilascerà il prossimo 29 marzo il suo settimo album. Noi l’abbiamo ascoltato in anteprima e, che dire, anche questa volta i Whitechapel non hanno deluso le aspettattive.

Ascoltando i primi secondi della traccia introduttiva “When a Demon Deflies a Witch” potremmo chiederci se stiamo, effettivamente, ascoltando un album dei Whitechapel. L’arpeggio iniziale trarrebbe in inganno l’ascoltatore meno attento, ma ci si può facilmente rendere conto che l’ispirazione viene dal thrash metal in stile Megadeth o, meglio, Annihilator con intro molto melodiche e bridge potentissimi ad introdurre un brano da headbanging assicurato. Ed, infatti, così accade. Blast beat e growl sono i marchi indelebili di questa canzone che riprende, tra l’altro, il tono melodico dell’intro nel ritornello. Un ottimo brano che alleggerisce il deathcore con dei suoni vicini al melodic death scandinavo.

“Forgive is Waekness” è un brano che si potrebbe classificare con un neologismo moderno dei vari sottogeneri del metalcore: lo speedcore. Un saliscendi di note in un riff di chitarra molto aggressivo. Molto apprezzata, tra l’altro, l’unione tra lead guitar e chitarra ritmica. L’assolo termina in un perfetto drop di chitarra e basso che spezza molto bene il ritmo irrefrenabile del pezzo.

“Brimstone” è un pezzo consigliatissimo. Uno stile groove metal di base viene unito alle sonorità tipicamente del deathcore. Il ritornello è, poi, un inno, una dedica a quello che era il groove classico dei Pantera con sonorità lente, pesanti con un accenno di sludge. “Kill, Torture, Terrorize, Welcome to my mind” accompagnato da un incalzante riff di chitarra è semplicemente un capolavoro, non sarà un virtuosismo da restare a bocca aperta ma ritmi così semplici ed efficaci sono difficili da trovare in una scena metal dominata dalla velocità e dal caos. Insomma, finora, i primi tre brani di questo album sono da ascoltare a tutto volume.

L’intro melodico del primo pezzo viene ripreso in maniera molto simile anche in “Hickory Creek”. Un riff distorto viene accompagnato da uno clean. Il pezzo è un crescendo di potenza fino all’esplosione del ritornello. Questo pezzo, a differenza degli altri non è in growl ma davvero molto apprezzabile. Si potrebbe paragonare lo stile di questo pezzo ad un pulito alternative metal. Un accenno di gutturale si può sentire solo con il ritornello ma nel complesso “Hickory Creek” resta un buon pezzo.

L’ennesimo riff melodico è quello che troviamo in apertura di “Black Bear”. Dopo un bridge, però, inizia il vero riff iniziale: un potente mix di chitarre droppate e blast beat. Il perfetto growl, poi, è accompagnato da un lead dal suono malinconico ma molto azzeccato. Una preghiera a Dio per aver peccato, la paura per incontrare la bestia dell’Oltre – mondo, la disperazione per la perdita di un figlio (o un amico) sono i temi portanti di questo fantastico brano. Davvero molto ben riuscito.

Dopo un anonimo “We Are One”, uno dei pezzi – a personal parere – meno riusciti dell’album, possiamo ascoltare “The Other Side”, un brano dalle sonorità groove e sludge metal unite al più pulito death metal. I bridge di chitarra danno un tocco quasi corale mentre l’assolo melodico rende il pezzo molto orecchiabile e apprezzabile anche da chi, il metal estremo, non lo può sopportare. Fantastico, poi, l’assolo finale; non banale ma nemmeno troppo virtuosistico.

“Third Depth” è un ottimo pezzo per “rilassare” i timpani dopo sette canzoni di metal estremo. “Lovelace” e “Doom Woods” sono due pezzi molto piacevoli ma assolutamente non due capolavori. A dire il vero, solitamente, ci si aspetterebbe un finale con il botto dopo i primi brani ascoltati. E’ ottima l’idea della band di dividere brani più pesanti con brani più melodici ma, in ultima analisi, terminare un album così buono con due pezzi anonimi in ogni loro aspetto fa perdere certamente l’interesse dell’ascoltatore che preferisce “skippare” ad un brano migliore.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. When A Demon Defiles A Witch 02. Forgiveness Is Weakness 03. Brimstone 04. Hickory Creek 05. Black Bear 06. We Are One 07. The Other Side 08. Third Depth 09. Lovelace 10. Doom Woods

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