Whitechapel – Recensione: Mark Of The Blade

E così anche i Whitechapel continuano il loro sodalizio con la Metal Blade Records ed approdano al loro sesto album in studio con questo “Mark Of The Blade”: la formazione capitanata dal singer Phil Bozeman, leader incotrastato del combo, riesce ad imbastire un lavoro gradevole in bilico fra deathcore e metalcore, suggellato da una copertina suggestiva ed epica quanto basta, prodotto da Mark Lewis (The Back Dahlia Murder, Cannibal Corpse).

La partenza con l’opener “The Void” evidenzia le caratteristiche del Whitechapel sound: pesantezza, brevi intermezzi che stemperano la tensione, un assolo infernale e vocals più pulite ad alleggerire il tutto; certo, non ogni traccia di questo “Mark Of The Blade” racchiude questo campionario, poichè ci troviamo di fronte a varie tipologie di suoni, ora più delicati come nella strumentale, prettamente metal “Brotherhood” (fra i pezzi più riusciti), o più simili a una gragnuola di colpi che si stagliano dall’alto come nella tempestosa “Tormented”, il cui titolo è già un programma.

Vocals oscure che appesantiscono il sound metalcore come nella title-track fanno da contraltare a momenti più ibridi come nella slipknotiana “A Killing Industry”, comprensiva di chitarre ansiogene e batteria in grado di far salire il climax emotivo della canzone. L’equilibrio espresso in brani come “Elitist Ones”, dove i giri di chitarre sono più metal melodici (assolo ottimo) e il resto crea un clima plumbeo ed ossessivo grazie anche al cantato prettamente metalcore, viene bilanciato da tracks come “Tremors” o la schiacciasassi “Venomous”, lezioni di pesantezza dura e pure in grado di incupire ogni paesaggio. Ci sono altresì pezzi più delicati e propriamente metal come “Dwell In The Shadows” o la conclusiva “Decennium”, in grado di dimostrare ciò che i Whitechapel riescono a fare risultando sempre e comunque credibili.

Un disco ben equilibrato, in grado di far godere gli ascoltatori di più generi ma che forse manca del brano in grado di dare il KO finale: un limite ma anche una scelta, probabilmente, dettata dal fatto di raggiungere un pubblico più vasto non limitato al mondo del deathcore.

Whitechapel - Mark Of The Blade

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2016

Tracklist: 1. The Void 2. Mark Of The Blade 3. Elitist Ones 4. Bring Me Home 5. Tremors 6. A Killing Industry 7. Tormented 8. Brotherhood 9. Dwell In The Shadows 10. Venomous 11. Decennium
Sito Web: http://www.whitechapelband.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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