White Magician – Recensione: Dealers Of Divinity

Leggendo la presentazione della band sembra di essere di fronte ad una rivoluzione musicale, poi il particolare che l’album è stato registrato durante i week end e le serate fa cambiare il termine di paragone e quindi il giudizio finale dell’album. Non ha senso, quindi, fare confronti pesanti con i pezzi da 90 del metal ma con band più umane e in questo senso i WHITE MAGICIAN ne escono piuttosto bene.

Fatta questa premessa abbiamo di fronte un buon disco di metal classico molto intriso di atmosfere anni 70, anzi forse è più giusto dire che è un disco anni 70 parecchio appesantito.

I nostri nascono nel 2010 in Michigan, hanno alle spalle un paio di ep e sono formati da The Great Kaiser, chitarra e voce, Mars Mysterio, sempre alla 6 corde, il bassista Mofang Tengrand e Master Commandriani alla batteria.

L’album parte molto bene con “Dealers of Divinity”, una bella cavalcata con molte variazioni, subito a seguire “Mad Magic II: In the Absence of Gods (Bad Magic)” il singolo nonché pezzo migliore dell’album. Dopo un bell’intro di chitarra la voce di The Great Kaiser la fa da padrona, la canzone sembra fatta per rimanere nella testa con belle seconde voci e un ritornello veramente coinvolgente. 

Segue “Fading into the Obscurity of Ages” che è solo un intermezzo strumentale, uscito dalla colonna sonora di qualche film ambientato nel sud della penisola negli anni 70, scelta un po’ azzardata soprattutto per la durata eccessiva del brano e perché inserito su un disco di soli 7 pezzi.

Fortunatamente ci riprendiamo con “In Memoriam: Love and Magic (Magic and Love)” cha parte subito tirata per poi alternarsi con le solite influenze anni 70, il risultato lascia un gusto un po’ malinconico malgrado l’accelerata finale. 

Seguono altri due brani molto lunghi “Magia Nostra” e “Power of the Stone” che alla lunga si perdono in troppe variazioni fino a diventare un po’ confusionari.

Chiudiamo con “Spectre of a Dying Flame” un pezzo molto classico che si libera un po’ dalle catene degli anni 70 che in alcuni momenti sono sembrate fin troppo presenti il risultato è un bel brano che rende giustizia all’interessante voce del cantante e finalmente ci fa fare un po’ di headbanging.

Un album quindi per nulla da buttare, con ottimi spunti anche se troppo debitore a certe sonorità che alla lunga ho trovato un po’ obbligate. Comunque, lavorando su alcuni spunti decisamente interessanti credo che presto i nostri non avranno bisogno di registrare la sera e nei week end e potranno andare a vedersela con i grandi.

Etichetta: Cruz Del Sur Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Dealers of Divinity 02. Mad Magic II: In the Absence of Gods (Bad Magic) 03. Fading into the Obscurity of Ages 04. In Memoriam: Love and Magic (Magic and Love) 05. Magia Nostra 06. Power of the Stone 07. Spectre of a Dying Flame
Sito Web: https://www.facebook.com/whitemagicianmi

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