Draconian – Recensione: Where Lovers Mourn

Un disco a nome ‘Where Lovers Mourn’. Un’opener intitolata ‘The Cry Of Silence’, 12 minuti tra riff à-la-My Dying Bride e vocalizzi femminili. 8 canzoni dilatate in 52 minuti di musica. Bastano questi dati per inquadrare a grandi linee la proposta musicale dei Draconian? Forse sì. Ma non è abbastanza: questi svedesi hanno molto di più da proporci. Certo, l’idea di base è proporre musica triste, decadente e romantica, di chiaro stampo "inglese" (i già citati Bride, i primissimi Anathema). Lungo l’arco del lavoro, però, si avvertono anche spunti cari ai primi Theatre Of Tragedy, ai Tristania (soprattutto per il massiccio uso di archi), anche echi dei nostrani Dark Lunacy; e poi tastiere (‘Reversio Ad Seccesum’), growl, clean vocals, la splendida voce di Lisa Johansson… in sostanza, tanta, tanta carne al fuoco.

Ovviamente, tutto ciò potrebbe anche suonare come un enorme pastone, se non fosse che le idee sono assimilate alla perfezione a formare un sound unitario e anche discretamente personale. La già citata ‘The Cry Of Silence’ è uno dei pezzi migliori che si siano sentiti nel genere negli ultimi anni, un brano come ‘A Slumber Did My Spirit Seal’ sfiora il capolavoro, in generale i Draconian riescono a trasmettere emozioni, a far scorrere più di un brivido sulla schiena di chi ascolta. E quindi poco importa se ci sono pezzi non all’altezza (‘The Solitude’ su tutti, ma anche ‘Akheronsia’). In fondo si tratta di un debut, i ragazzi hanno tempo di crescere, di limare certi spigoli, di acquisire personalità ed esperienza.

Per ora, va più che bene così. Grazie ragazzi.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records/Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: 01. The Cry Of Silence
02. Silent Winter
03. A Slumber Did My Spirit Seal
04. The Solitude
05. Reversio Ad Seccesum
06. The Amaranth
07. Akheronsia
08. If Grieves My Heart

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