Black Swan – Recensione: When The Angels Of Twilight Dance

Se proprio volessimo a tutti i costi cercare un pregio in questo album dei finlandesi Black Swan, si potrebbe probabilmente dire che la produzione è sicuramente efficace e pulita, anche se finisce con lo smorzare l’impatto delle chitarre ed appiattire il suono, giocando molto (troppo) su tastiere ed orchestrazioni. Se invece volesismo parlare dei difetti, non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta: un songwriting piatto e ripetitivo, idee rubacchiate dai dischi dei Cradle Of Filth e dei Dimmu Borgir e ripetute fino allo sfinimento, tanto per citare i due punti di riferimento più evidenti, inserti vagamente gotico-romantici che causano un torpore ed una sonnolenza senza pari. Ce n’è abbastanza per gettare il disco dalla finestra e giocare a tiro al piattello insomma. Quarantasette minuti di inutilità sotto vuoto spinto.

Voto recensore
3
Etichetta: Mastervox / Self

Anno: 2001

Tracklist:

Tracklist: The Tavastian Parade / Under Cloak And Hood / Into The Sea Of Sorrow / Autumn In Eden / The Withering Flower Of Life / Mist / To Behold The Sky Of Flames / When The Angels Of Twilight Dance


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