Wheel – Recensione: Resident Human

Particolare band in parte finlandese ed in parte inglese i Wheel furono autori un paio d’anni fa di un lavoro, “Moving Backwards” che fece abbastanza rumore nell’underground progressive metal e alternative europeo, tanto da garantir loro uno slot di spalla ai Soen per il tour promozionale di “Lotus”.

“Resident Human” è il loro comeback discografico e siamo curiosi di analizzarlo visto il consistente battage pubblicitario perpetrato online; a livello di contenuti l’album parla della decostruzione (figurativa) dell’umanità, argomento se vogliamo raffigurato anche nella copertina, portata alle estreme conseguenze da quanto accaduto nel 2020 (e che purtroppo ci sta ancora riguardando), con molte delle canzoni ispirate dal ciclo di romanzi fantascientifici “Hyperion Cantos” di Dan Simmons. Il filo conduttore di tutte le canzoni è che esse prendono in considerazione un aspetto di ciò che significa essere umani oggi, sia in positivo che in negativo.

È la lunga “Dissipating” ad aprire le danze con arpeggi e loop malinconici al crocevia tra Tool e Katatonia ed una linea guida dettata dal basso di Aki Virta; anche con l’ingresso delle distorsioni il pezzo rimane per buona parte soffuso fino ad un finale più corposo ed aggressivo ben sottolineato da suoni davvero ottimi.

Da questo tumultuoso finale riparte il primo singolo “Movement”, dal bel riffing ed un lavoro molto raffinato di Santeri Saksala alla batteria (il quale sarà anche il traino ritmico per la bella title track).

Rispetto al suo predecessore “Resident Human” è decisamente più heavy e tribale, con qualche somiglianza di troppo verso le strutture musicali di Adam Jones & Co. ma scorre in cuffia che è un piacere; non vengono disdegnate alcune digressioni in campo djent (“Ascend”) senza comunque invadere completamente quel territorio sonoro.

“Hyperion” è il fulcro dell’album a livello lirico ed è un pezzo più aperto, con tracce di alternative alla Karnivool che sbocciano qua e là mentre la canzone che da il titolo all’album (già citata per il brillante lavoro di batteria) è la summa musicale di un album ancora leggermente derivativo ma che potrebbe essere il trampolino di lancio per un gruppo di cui seguiremo molto attentamente la carriera.

Etichetta: OMN Label Services

Anno: 2021

Tracklist: 01. Dissipating 02. Movement 03. Ascend 04. Hyperion 05. Fugue 06. Resident Human 07. Old Earth
Sito Web: http://wheelband.net/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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