Dreamshade – Recensione: What Silence Hides

Buon debutto targato Spinefarm per gli svizzeri Dreamshade, giovane combo all’insegna del metal-core, che in questo “What Silence Hides” si ispira con evidenza agli esponenti di spicco di un sound tipicamente americano, genere che invero ha già vissuto la sua stagione di massimo splendore, e che ora verosimilmente vedrà sopravvivere solamente le band più valide e con effettivamente qualcosa di personale da dire e da dare alla scena.

Sebbene i Dreamshade non abbiano forse tali pretese di centralità, è subito da segnalare la loro volontà di personalizzare uno stile musicale solitamente inflazionato da un’eccessiva omogeneità, che fa assomigliare tra loro un po’ tutte le band. La particolarità del gruppo è infatti la presenza in formazione di un tastierista, che si occupa non solo di convenzionali sottofondi atmosferici, ma di vere e proprie linee melodiche, che vanno a intersecarsi con quelle composte dal duo di chitarre. Tale presenza non è sporadica, ma anzi centrale, e va ad arricchire il tessuto armonico del gruppo, scegliendo sonorità a volte orchestrali, a volte semplicemente da synth.

Delineato l’elemento atipico, bisogna però aggiungere che il giovane gruppo ticinese non riesce ad affrancarsi molto dagli stereotipi del genere, proponendo un lotto di canzoni che, pur impreziosite dal lavoro alle keyboards, ricordano troppo da vicino i vari Killswitch Engage, Shadows Fall, Unearth, Atreyu, ma anche le dirette influenze di questi, ovvero lo swedish sound proprio di In Flames (era Whoracle”), Soilwork, At The Gates.

La band di per se non manca di preparazione tecnica, e anche il vocalist Iko si dimostra capace di offrire una performance efficace nel combinare come da manuale scream, growl e voce pulita, esaltata da una produzione curata e potente. Il disco contiene brani riusciti e coinvolgenti, come “Revive In Me”, “Wide Awake”, oppure “DeGeneration”, ma le canzoni tendono a ricalcare piuttosto pedissequamente lo stesso iter compositivo.

Difetti o mancanze gravi e sostanziali la band non ne dimostra, ma il senso di dejà-vu, e di ascoltare appunto un lavoro composto come da manuale del buon metal-corer rimangono. Fatte salve le debite proporzioni, e trattandosi comunque di un debut album, si consiglia ai Dreamshade di impegnarsi ulteriormente per personalizzare e dare un taglio più distinguibile alla propria pur già valida proposta.

Voto recensore
6
Etichetta: Spinefarm

Anno: 2011

Tracklist:
1. What Silence Hides 04:45
2. As Serenity Falls 04:10
3. Revive In Me 03:34
4. Wide Awake 03:36
5. Eternal 04:53
6. Miles Away 05:39
7. Only Memories Remain 05:09
8. DeGeneration 04:12
9. Erased By Time 04:26
10. Open Wounds 04:26

Sito Web: http://www.dreamshade.ch/

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