Bon Jovi – Recensione: What About Now

Ormai da qualche tempo comprendere i Bon Jovi nella categoria hard è più che altro un tributo al passato remoto di una band che ha abbracciato in toto i dettami del pop rock americano e che si pone ormai unicamente l’obiettivo di confezionare canzoni dal timbro piacevole e dall’ascolto scorrevole.

“What About Now” è un disco talmente “molle” e mainstream da far rimpiangere addirittura singoli come “It’s My Life” e “Have A Nice Day”, che non saranno accostabili ai vecchi classici, ma almeno tenevano svegli e alzavano un po’ il ritmo.

Qui ogni cosa sembra smorzata, con armonie suadenti e incentrate sulla bella voce di Bon Jovi, quasi a non voler dare fastidio a chi non regge più di tanto l’invadenza delle chitarre e il suono rock della ritmica.

Non a caso le canzoni più riuscite sono comunque lontane dal rock, come le ballate quasi country “What’s Left Of Me” e “Amen”, la acustica “The Fighter” o il pop elettrico di “Pictures Of You” e l’incalzante melodia di “With These Two Hands”.

Sinceramente detestabile ci suono un singolo ruffiano e scemotto come “Because We Can”, ma fin troppe song lasciano una sensazione finale di assoluta indifferenza. Brani che funzionano come sottofondo, ma che non coinvolgono e stancano dopo un paio di ascolti.

In pratica “What About Now” è un lavoro che stilisticamente non avrebbe nemmeno senso proporre ad un pubblico che legge una webzine come Metallus, ma che alla fine potrà comunque risvegliare un qualche interesse in chi nutre una totale devozione verso la personalità artistica di Jon Bon Jovi (le cui qualità interpretative sono indiscutibili). A noi però annoia non poco…

Voto recensore
6
Etichetta: Universal

Anno: 2013

Tracklist:

01. Because We can (4:00)
02. I'm With You (3:44)
03. What About Now (3:44)
04. Pictures Of You (3:58)
05. Amen (4:12)
06. That's What The Water Made Me (4:25)
07. What's Left Of Me (4:35)
08. Army Of One (4:34)
09. Thick As Thieves (4:57)
10. Beautiful World (3:48)
11. Room At The End of The World (5:02)
12. The Fighter (4:37)
13. With These Two Hands (3:58)
14. Not Running Anymore (4:43)
15. Old Habits Die Hard (3:33)
16. Every Road Leads Home To You (4:42)


Sito Web: http://www.bonjovi.com/whataboutnow

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Joe Leppard

    Con questo disco hanno toccato il fondo.

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    • Manuel

      Non è assolutamente vero! Invece sono d’accordissimo col recensore: godibile pop rock. Se poi uno vuole ascoltare SOLO hard rock e metal, allora sì che si reputa schifo…

      Reply (in reply to Joe Leppard)
  2. Giulio B

    Per chi è nato musicalmente ascoltando “The final countdown” degli Europe e “Slippery when wet” dei Bon Jovi , ogni qualvolta esce un nuovo album di uno dei sopracitati gruppi, sale interiormente quella bella adrenalina di assaporare con sempre curiosità la loro nuova fatica musicale. Eccomi dunque di fronte a questo “What about now” e, seppur potrei essere di parte, essendo fan da 27 anni di Jon & soci, devo ammettere che l ascolto non mi lascia alcun entusiasmo. Nello specifico , il cd passa all apparato uditivo senza far battere molte palpitazioni. Canzoni piacevoli ma senza sprint. Già il singolo non mi convinceva appieno seppure non brutto, ben cantato, ma nulla a che spartire da canzoni che li hanno resi i miei idoli. Menziono come indiscussa mia preferita la semi-ballad “I’m With You” che candiderei tranquillamente come loro secondo singolo, almeno lo spero. Voto 6 e comunque “Never say Goodbye”

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  3. Osvaldo

    Ma perché non si ritirano!? Senza usare mezze parole, è un vero schifo.

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