Red Fang – Recensione: Whales And Leeches

Terzo album e primo, vero centro per gli americani Red Fang, quartetto sludge/stoner originario di Porland, che con “Whales And Leeches” rischia seriamente di finire fra le posizioni più alte delle classifiche di genere.

Attivi a livello underground sin dal 2005, è col precedente “Murder The Mountains” (2011) che i Red Fang iniziano a farsi conoscere con sufficiente ampiezza, grazie al considerevole zampino di Relapse Records, da sempre attenta talent-scout delle migliori realtà indipendenti, estreme e non.

“Whales And Leeches” appare subito un killer album, capace di rivaleggiare alla pari con gli ultimi Mastodon, Clutch e Queens Of The Stone Age, nomi citati non a caso, ma per descrivere a grandi linee il vasto orizzonte sonoro solcato dal gruppo dell’Oregon, a cavallo fra selvaggio sludge metal e lisergico stoner rock.

Contemporaneamente groovy, pesante, melodico e vintage, il sound del gruppo ha energia e freschezza da vendere, come dimostra la rocciosa opener “DOEN”, solo la prima dei vari potenziali singoli di qualità presenti in scaletta, che si rivela una progressiva escursione in una foresta popolata da bizzarre, feroci creature, come suggerisce per altro il caleidoscopico artwork, tutto occhi, zanne e palchi di corna.

I potenti chours delle seguenti “Blood Like Cream” e “No Hope” ribadiscono le ottime potenzialità comunicative del grezzo frontman Aaron Beam, capace di scrivere e interpretare veri e propri anthem live, ma anche magiche fughe in odore di psichedelia pesante, come l’ottima “Dawn Rising”.

Impreziosito dai notevoli cameo di Mike Scheidt (Yob) e Pall Jenkins (The Black Heart Procession), l’album scorre senza intoppi sui granitici e rutilanti riff di Sullivan e Giles, chitarristi che hanno evidentemente consumato chissà quante puntine, sui vinili di Sabbath e Zeppelin, per conseguire questa fluidità carica di energia metallica (“Crows In Swine”, “1516”).

Spontanei e versatili come pochi altri (forse solo gli ultimi Baroness), i Red Fang sono senza dubbio riuscire nella difficile impresa di rendere catchy e altamente appetibile la massiccia e densa materia sludge/stoner, confezionando un gioiellino di pura e semplice verve metallica.

Voto recensore
8
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. DOEN

02. Blood Like Cream

03. No Hope

04. Crows in Swine

05. Voices of the Dead

06. Behind The Light

07. Dawn Rising

08. Failure

09. 1516

10. This Animal

11. Every Little Twist


Sito Web: http://www.facebook.com/#!/redfangband

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