Vreid – Recensione: Welcome Farewell

Atteso seguito dell’acclamato “V” (nominato ai Grammy Awards norvegesi nella categoria best metal album), “Welcome Farewell” è un disco che conferma e porta ulteriormente avanti i marchi di fabbrica dei Vreid, solido e valido combo black metal, con un illustre passato a nome Windir alle spalle.

Lasciate ormai da parte le rievocazioni belliche dei dischi precedenti, “Welcome Farewell” si concentra nuovamente su argomenti locali e personali (come approfondiremo in sede di intervista col batterista Steingrim) trovando un proprio approccio, fresco e moderno, al folklore, inteso come patrimonio culturale condiviso da una comunità. Tale relativo spostamento tematico si riflette anche sull’artwork (affidato a Kim Holm), che abbandona lo stile grafico minimalista in favore di un’incisione dal sapore tradizionale. spigolosa e dalle ombre scure, proprio come la loro musica.

Come già la loro epica incarnazione precedente (i guerrieri pagani capeggiati dallo scomparso Valfar) i Vreid continuano a distinguersi per profondità e personalità concettuale, ma anche e soprattutto per l’indubbia qualità musicale. In questo senso “Welcome Farewell” prosegue alla grande il loro stile dinamico e ricco di influenze classic metal (Motörhead, Sabbath, Stooges), opportunamente calate nelle gelide e rabbiose atmosfere black.

In risultato è un validissimo mix di melodia e aggressività, che in questo caso si tinge spesso e volentieri di corposi rimandi al thrash degli ’80, come ben esemplificato dal trittico iniziale “The Ramble”, “The Way Of The Serpent” e “The Devils Hand”. Ma come sempre è nelle strutture di più ampio respiro che i Vreid danno il meglio, riuscendo a confezionare, con semplicità e stile, brani articolati e mutevoli, come in questo caso la title-track e “Sights Of Old”. “Welcome Farewell” non mostra cedimenti o punti deboli nemmeno nelle tracce più melodiche e rock-oriented (“The Reap”), rendendo ancora una volta palesi le capacità della band di destreggiarsi con qualsiasi atmosfera.

Notevole la performance di Strom e Sture alle chitarre, artefici di un riffing-work che non lascia spazio a incertezze e ripetitività, mentre Steingrim picchia sulle pelli con dinamica alternanza fra canonici up-tempo e passaggi ritmici più articolati. Ancora una volta prodotto dal bassista Hváll negli studi 1184 (altro omaggio ai Windir) della natia Asker, il sound esce potente ma  naturale, organico e riesce ad esaltare al meglio le loro qualità interpretative e compositive.

“Welcome Farewell” è un ottima prosecuzione del discorso artistico firmato dai Vreid, con una coerenza e costanza che gran parte delle band si può solo sognare. Probabilmente uno degli album norwegian black più validi dell’anno.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Ramble

02. Way Of The Serpent

03. The Devils Hand

04. Welcome Farewell

05. The Reap

06. Sights of Old

07. Black Waves

08. At The Brook

09. Fossil


Sito Web: https://www.facebook.com/vreidofficial?fref=ts

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