Weedeater – Recensione: Goliathan

Il nostro portale lo aveva già sottolineato in occasione del precedente album, “Jason…The Dragon”: inutile pretendere novità di rilievo dal veterano Dave “Dixie” Collins e dai suoi Weedeater, che in occasione del nuovo studio album “Goliathan” riprendono esattamente dove, quattro anni fa, terminava il disco precedente.

L’esperienza più che ventennale di Dave in apprezzati acts di settore come i Bongzilla, i Buzzov°en e i Sourvein ha di certo spianato la strada ai Weedeater, che forse non hanno mai brillato per inventiva, ma da tempo intrattengono con efficacia nella loro pesante interpretazione dei ritmi lisergici dello sludge/stoner cui sono devoti.

Ecco dunque che “Goliathan” si dipana attraverso della tracce solide e composte da strutture ripetitive, ma rette da melodie portanti che, per quanto granitiche, entrano sottopelle e fanno subito esaltare. Tocca accendersi una canna per gustare al meglio episodi come la tiltetrack, oppure la successiva “Bow Down”, due colate di magma che nella struttura pur ricorsiva lasciano emergere melodie sfacciate e sardoniche, mentre il velenoso, secchissimo growl del nostro Dixie le interpreta al meglio.

Cupo, riverberato e desertico, “Goliathan” trova altri highlight nella lisergica “Claw Of The Sloth” e nelle dinamiche sludge-punk di un episodio sporco, veloce (almeno per gli standard del gruppo) e malefico come “Bully”, che cita sornione i vecchi Melvins. Al solito non manca una dose abbondante di ironia, che troveremo questa volta nell’esilerante country di “Battered & Fried”, dimostrazione di come talvolta, non prendersi troppo sul serio faccia solo bene.

Segnaliamo per concludere la buona prova di Dave Shepherd alla chitarra e del nuovo acquisto Travis Owen alla batteria e lasciamo “Goliathan” nelle mani dei fan della band, che se lo gusteranno tutto d’un fiato. Pollice in su per i simpatici fattoni del North Carolina.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2015

Tracklist:

01. Processional
02. Goliathan
03. Cain Enabler
04. Bow Down
05. Battered & Fried
06. Claw Of The Sloth
07. Bully
08. Joseph (All Talk)
09. Reprise
10. Benaddiction


Sito Web: http://www.weedmetal.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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