Wednesday 13 – Recensione: Necrophaze

A due anni dal valido “Condolences” ritorna Wednesday 13 e la sua band con un nuovo lavoro, l’ottavo della loro carriera intitolato “Necrophaze”, questa volta uscito tramite Nuclear Blast Records. L’album è stato registrato da Michael Spreitzer, produttore, ingegnere del suono e chitarrista dei Devildriver ed è un platter fortemente influenzato dagli incubi notturni della vita reale del frontman, ma anche dai film cult horror degli anni ottanta e da feroci e storici serial killer. Anche questo aspetto è curato nei minimi dettagli ed emerge nell’artwork del disco, infatti è stata creata una doppia copertina, quella edita in vinile ha un’atmosfera da fumetto horror molto inquietante, invece quella raffigurata sul cd ricorda “The Fog” di John Carpenter.

Con la morte dell’amico Killjoy, frontman dei Necrophagia all’inizio dell’anno scorso e durante la creazione di una nuova maschera da palcoscenico, lo sviluppo del personaggio e della storia di “Necrophaze” ha iniziato a prendere forma. E chi meglio di Alice Cooper, il maestro dello shock rock può presentare questo album? Il suo sinistro spoken word è il preludio alla title track che inizia lentamente prima di sfociare in un granitico groove dal tipico trademark per cui Wednesday 13 è noto e che conquista e convince fin dal primo ascolto e come detto dal frontman stesso non è solo un’introduzione al personaggio, ma anche alle terrificanti circostanze della paralisi del sonno che non solo ti lasciano incapace di muoverti, ma anche di proteggerti dalle ombre che ti girano intorno. Queste figure non si limitano a librarsi e a spaventarti, ma risucchiano la tua anima ed impiantano una foschia malvagia che rimane.

Anche se la matrice horror è una costante quest’album porta con se un sentimento più divertente rispetto al suo predecessore e questo è riscontrabile nel successivo brano “Bring Your Own Blood” che intreccia l’immaginario vampiresco con una festa per teenager e che porta in luce quell’atmosfera caciarona e grottesca tipicamente dei b movie degli anni ottanta accompagnata da sonorità care al buon Reverendo Manson. La seguente, incalzante e inquietante “Zodiac” fa riferimento al famigerato serial killer di San Francisco, mentre la successiva e catchy “Monster” è ruffiana al punto giusto e si stampa subito in testa, merito anche della partecipazione della brava Cristina Scabbia dei Lacuna Coil che fa da contraltare melodico alla voce più rauca del frontman.

Decompose” è stato scelto come primo singolo ed è stato originariamente scritto dal batterista Kyle Castronovo e anche il primo demo su cui la band ha lavorato ed ha un testo dallo squisito humour nero: “I know you’re dead, but I really wish you could be deader”, (So che sei morto, ma vorrei davvero che tu potessi essere ancora più morto). “Be Warned” è l’inquietante introduzione da parte di Jeff Clayton, membro dei leggendari gruppi punk Antiseen e Murder Junkies di GG Allin che ci conduce a “The Hearse”, forse il brano più pesante di questo lavoro e con un andamento spettrale che riesce ad inquietare a dovere a cui segue la compatta e vigorosa “Tie Me A Noose” e la sleazy e Murderdolls-oriented “Life Will Kill Us All”.

La tensione non cala neanche con “Bury The Hatchet”, trascinante e accattivante al punto giusto, mentre in chiusura vengono omaggiati i seminali Wasp nella cover di “Animal (Fuck Like A Beast)” con la partecipazione di Alexi Laiho, frontman dei Children Of Bodom. Arrivati alla fine di “Necrophaze” l’impressione di aver ritrovato un Wednesday 13 al pieno della forma diventa praticamente una certezza, con un lavoro riuscito, senza filler e pregno di quel umorismo nero che rende ogni pezzo davvero irresistibile. Buy or die!

 

 

Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2019

Tracklist: 01: Necrophaze 02. Bring Your Own Blood 03. ZODIAC 04. Monster 05. Decompose 06. Be Warned 07. The Hearse 08. Tie Me A Noose 09. Life Will Kill Us All 10. Bury The Hatchet 11. Necrophaze Main Theme (End Credits) 12. Animal (Fuck Like A Beast)
Sito Web: http://officialwednesday13.com/

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