Recensione: Weather Systems

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Recensione: Weather Systems

Anathema

Track Listing

01. Untouchable, Part 1

02. Untouchable, Part 2

03. The Gathering Of The Clouds

04. Lightning Song

05. Sunlight

06. The Storm Before The Calm

07. The Beginning And The End

08. The Lost Child

09. Internal Landscapes

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Nelle sessioni di songwriting del precedente “We’re Here Because We’re Here” vennero concepite altre tracce per quello che inizialmente doveva essere un doppio album; buona parte di quelle composizioni vanno oggi a formare l’ennesimo capolavoro della band di Liverpool nonché l’ennesimo, purché leggero,cambio stilistico dei fratelli Cavanagh.

Questo lotto di canzoni tratta di cambiamenti climatici, soprattutto interiori andando a sollecitare vari umori e stati d’animo; e possiamo parlare di ulteriore sterzata stilistica perché “Weather Systems” flirta ormai con il pop alternative rock più raffinato di Coldplay e Radiohead senza perdere di vista la matrice stilistica dei nostri e condendo il tutto con accenni di elettronica e musica orchestrale (l’ultimo “Falling Deeper” non è stato pubblicato a caso nel lasso di tempo intercorso tra i due ultimi cd). Danny Cavanagh ha sempre un ruolo preminente a livello compositivo sia al pianoforte che alla chitarra; ed infatti tramite alcuni suoi straordinari arpeggi vengono introdotte alcune tra le migliori tracce come “Untouchable, Part 1”, “The Gathering Of The Clouds” (quest’ultima caratterizzata da intrecci vocali d’alta scuola) o “Lightning Song”; Lee Douglas è ormai lead singer al pari di Vincent che però la annichilisce per intensità proprio nella traccia d’apertura e in buona parte dei duetti che sono ormai un trademark dell’Anathema sound, almeno da “Judgement” in poi.

Quasi tutte le canzoni sono basate su crescendo emozionali (“Untouchable, Part 2”) mentre l’utilizzo di voci filtrate ed effettistica su “The Storm Before The Calm” caratterizzano una canzone che come dice il titolo vive di due momenti ben distinti con un finale epico che ben introduce probabilmente l’highlight del disco: introdotta infatti da un pianoforte malinconico “The Beginning And The End” mette in scena tutte le caratteristiche preponderanti di “Weather Systems” con un toccante solo di Danny a coronare un pezzo interpretato magistralmente dal fratello al microfono.

Altro giro, altra corsa sull’ottovolante di una delle band più emozionanti e “vere” del panorama rock odierno, band che ha saputo mutare pelle come poche nel corso della propria carriera e che speriamo non finisca mai di stupirci.

 

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1 Commento

  1. Silvien

    Coldplay e Radiohead pop alternative rock piu’ raffinato?
    Mah…

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