We Sell The Dead – Recensione: Heaven Doesn’t Want You And Hell Is Full

Di fronte ad una lineup composta da Niclas Engelin di In Flames ed Engel, Gas Lipstick degli HIM, Apollo Papathanasio di Spiritual Beggars e Firewind e Jonas Slättung dei Drömriket, tutto ci si sarebbe potuto aspettare tranne un esperimento come i We Sell The Dead.

Questa nuova band nasce, probabilmente, dalla voglia dei suoi componenti di dedicarsi ad un orizzonte musicale molto diverso da quello che li ha resi famosi e che combina una serie di stili, rendendo l’album di debutto dall’emblematico titolo “Heaven Doesn’t Want You And Hell Is Full” molto difficile da incasellare in uno slot predefinito.
Per stessa ammissione dei We Sell The Dead, il disco è influenzato dalle tematiche e dall’atmosfera dell’epoca vittoriana, fatta di mistero e opulenza, bellezza e decadenza.
Certo, non siamo di fronte ad argomenti del tutto nuovi e una descrizione del genere sembrerebbe puntare dritta dritta verso un gothic metal/rock trito e ritrito, ma “Heaven Doesn’t Want You And Hell Is Full” preferisce stupire, mantenendosi su un hard rock un po’ decadente, in cui melodie ed energia si fondono in nove brani che coprono un ampio spettro di sonorità.

Ad un’esordio affidato ad un vociare che ricorda un mercato à la Sweeney Todd, segue “Echoes Of An Ugly Past”, introdotta da un accattivante riff di chitarra che lascia il posto alla vocalità particolarissima di Apollo Papathanasio, autore di un’ottima prova nel corso dell’intero disco.
“Leave Me Alone” è un pezzo altrettanto heavy, con l’aggiunta di un ritornello orecchiabile e di certa presa sull’ascoltatore.
L’atmosfera si fa più cupa con “Imagine”, che subisce l’influenza di una carica quasi power, e ritorna poi a brillare con “Turn It Over”, che snocciola un ritmo da discoteca gothic degli anni ’80, nel pezzo senza dubbio più trascinante di questo debutto dei We Sell The Dead.
“Too Cold To Touch” rallenta i toni con il taglio di una tipica ballad e anche “Trust” procede su un sentiero più quieto, adatto a palati che cercano la piacevolezza della melodia, senza però rinunciare ad una certa incisività.
Il disco ritrova slancio con un nuovo riff in “Pale And Perfect”, ancora una volta a metà tra l’hard rock moderno ed elementi che sembrano richiamare gli esordi di talune band finlandesi (leggasi HIM o The 69 Eyes), nei magnifici anni ’90.
La conclusione è affidata alle struggenti note di “Silent Scream”, che torna verso lidi più rockeggianti, ma ancora una volta tinti di nero.

In definitiva, i We Sell The Dead stupiscono con un prodotto che non si può definire innovativo, ma si sforza di amalgamare elementi eterogenei e finisce per incuriosire l’ascoltatore, lasciandolo desideroso di riascoltare tutto dall’inizio, una seconda volta. E per un disco di debutto, questo è già un grande traguardo.

Voto recensore
7
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2018

Tracklist: Tracklist - 01. The Body Market 02. Echoes Of An Ugly Past 03. Leave Me Alone 04. Imagine 05. Turn It Over 06. Too Cold To Touch 07. Trust 08. Pale And Perfect 09. Silent Scream
Sito Web: https://www.facebook.com/WeSellTheDead/

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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