Opium Warlords – Recensione: We Meditate Under The Pussy In The Sky

“We Meditate Under The Pussy In The Sky” è un titolo che già di per sé lascia intravedere la natura d’avanguardia e fuori dagli schemi esistente nel progetto degli Opium Warlords. La band è infatti personificata da Sami Albert Hynninen, musicista che ha prestato servizio in numerose realtà post black della fredda Finlandia, abituato dunque ad avere a che fare con suoni multiformi. Non sempre però queste anarchiche miscele funzionano ed è purtroppo il caso degli Opium Warlords. La seconda release della band combina infatti elementi black metal, doom e ambient, concedendosi addirittura delle incursioni nella noise in alcuni punti del disco. Al di là di questo buon potenziale di base, il nostro si perde però in esecuzioni abbastanza strampalate e discontinue, in cui gli ingredienti non si mischiano bene. Si va dalle sfuriate black a un rumorismo che spesso e volentieri rende i brani rigidi e di difficile comprensione. Altro appunto curioso, Mr. Hynninen inserisce spesso delle lunghe partiture di assoluto silenzio all’interno dello stesso brano, rendendolo così pesante e generando anche una certa sensazione di nervosismo in chi ascolta. Forse il musicista finlandese sta precorrendo i tempi e noi non siamo ancora in grado di capirlo. Forse invece, come abbiamo già detto, non sempre i cocktail escono con un buon sapore.

Voto recensore
5
Etichetta: Svart Records

Anno: 2012

Tracklist:

 

01.Sxi-Meru

02. Slippy

03. Lament For The Builders Of Khara Khoto

04. The Wind Is A Gift From A Distant Friend

05. Satan Knew My Secret Heart


Sito Web: http://www.myspace.com/opiumwarlords

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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