Wayfarer – Recensione: Old Souls

Il sound depressivo e deprimente dei Wayfarer è fondato sull’unione apocalittica di post-rock e black metal ed il risultato è una sorta di metal estremo d’atmosfera che non disdegna ondate di cupo e disturbante doom funereo.

“Old Souls” è il secondo album del gruppo di Denver ed i nostri hanno ulteriormente reso più cariche di atmosfera e oscurità le loro composizioni rispetto all’esordio “Children Of The Iron Age” (2014), a partire della suite iniziale “Ever Climbing”, dominata dall’incrocio di atmosfere plumbee e grezzi momenti metal creati dalle chitarre di Tanner Rezabek e Shane McCarthy nonché dal perenne martellamento dell’efficace e dirompente basso distorto di Jamie Hansen.

Finito il primo brano ci si imbatte in un breve strumentale che ha quasi il sapore di un intermezzo western intitolato “Frontiers” e caratterizzato da chitarre strascicate nonché dal drumming ossessivo di Isaac Faulk.

Si ritorna in pieno stile Wayfarer con “Old Solus’ New Dawn”, undici minuti e rotti che descrivono al meglio il gruppo attuale; si passa da atmosfere eteree dal sapore rock ad accelerazioni fulminanti (in cui si mantiene sempre una porzione di melodia) in cui il drumming tribale prevale quasi su tutto.

Dal sapore più post-metal ed allo stesso tempo diretto sono le due song successive, ossia la ritmata “Catcher” (che comunque contiene intermezzi intimisti interessanti) e “Deathless Tundra” (lanciata come singolo), che forse è la più evocativa del lotto.

Nel complesso “Old Souls” può quindi accontentare il palato fine degli amanti del black che non temono incrocio spuri oppure i più coraggiosi amanti del post-rock che non rabbrividiscono un confronto con il metal estremo.

wayfarer 2016

Voto recensore
6
Etichetta: Prosphetic Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Ever Climbing 02. Frontiers 03. Old Souls’ New Dawn 04. Catcher 05. Deathless Tundra 06. The Dust Lakes 07. All Lost In Aimless Chaos
Sito Web: https://www.facebook.com/wayfarercolorado

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