Lillian Axe – Recensione: Water Rising

Risorgono gli americani Lillian Axe, qui alla nuova prova in studio dopo il live del 2002. Rispetto alla formazione originaria di due decadi orsono rimane soltanto il cantante Stevie Blaze, mentre per quanto riguarda il sound, all’hard rock tradizionale si somma, qui, la contaminazione di suggestioni alternative, per un mix tutto sommato piuttosto interessante e decisamente moderno. Atmosfere cupe, ritmi sincopati alternati all’incedere marziale di alcuni pezzi, un ottimo lavoro alla chitarra e una discreta produzione danno vita ad un album da ascoltare più volte per essere completamente apprezzato.

Molto validi gli squarci melodici di un pezzo arcigno come ‘Quarantine’, molto bene anche la power (molto power) ballad ‘Until The End Of The World’. Il capolavoro la band lo assesta nel finale, con le atmosfere tenebrose di ‘Deep In The Black’. L’afflato epico di molti degli episodi di ‘Water Rising’, tuttavia, porta quasi inevitabilmente con sé una certa prolissità, che finisce per inficiare almeno in parte quanto di buono proposto dai nuovi Lillian Axe.

Un album discreto, quindi, carico di ombre inquietanti che lasciano intravedere un futuro diverso, comunque interessante, per la band americana.

Voto recensore
6
Etichetta: Locomotive Records/Frontiers

Anno: 2007

Tracklist: 01. Waters Rising
02. Antarctica
03. Become A Monster
04. Quarantine
05. I Have To Die, Goodbye
06. Fear Of Time
07. Until The End Of The World
08. Fields Of Yesterday
09. Thirst
10. The 2nd Of May
11. Deep In The Black
12. 5

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