W.A.S.P. – Recensione: Golgotha

C’è stato un interesse anomalo attorno a questo “Golgotha“. Le aspettative, alimentate dallo stesso Blackie, riguardo al nuovo album dei W.A.S.P. erano incredibilmente alte, come se pubblico e critica aspettassero Steven Duren al varco. A dire la verità, leggendo qua e là nel web, le aspettative hanno e stanno influenzando in modo spropositato il giudizio su questa nuova opera della band. Mettiamo subito le cose in chiaro. “Golgotha” non è un capolavoro, nè tantomeno la prova più convincente dall’uscita di “The Crimson Idol“. “Golgotha” è un altro bel lavoro dei W.A.S.P., nel complesso sicuramente più efficace e convincente rispetto alle ultime prove in studio. Quello che forse differenzia “Golgotha” proprio dal suo predecessore è la solidità complessiva dell’album, che non risente di cali evidenti, sfrutta un minutaggio dei brani più elevato, per quasi un’ora senza cover o evidenti filler.

Ora è necessario un altro chiarimento. Ci sono due prospettive da cui affrontare musicalmente gli ultimi album dei W.A.S.P.. La prima è metterli in relazione a quanto li ha preceduti. La seconda è di prenderli singolarmente in quanto tali. Scegliendo la prima via, possiamo segnalarvi che “Golgotha” riprende / saccheggia / (in parte) copia i vari “Dominator“, “The Crimson Idol” e lo stesso “Babylon” (a sua volta copia). Basta ascoltare l’iniziale “Scream“, terza versione di “Mercy” (Dominator) poi diventata “Crazy” (Babylon). O ancora “Slaves Of The New World Order” che riprende pari-pari la struttura di “Chainsaw Charlie” e la titletrack, rifacimento di “Heaven’s Hung In Black”.

Al contrario, intraprendendo la seconda via, possiamo ascoltare “Golgotha” per quello che è: un gran bel disco di hard’n’heavy come non se ne sentono tanti in giro. “Last Runaway” ci ricorda gli ’80s ed è una sorta di “Arena Of Pleasures” al contrario, donando identità al trittico iniziale tanto arrembante quanto energetico. La bellissima “Miss You” dà invece il via a una sorta di maxi-suite drammatica e intensa, christian-oriented, che va a concludersi con il pezzo più mistico partorito da Blackie, la già citata “Golgotha“, quasi otto minuti di goduria, coronati dal “classico” ma efficace assolo alla W.A.S.P.

Noi onestamente scegliamo la seconda via. Blackie è Blackie, un personaggio scostante, sicuramente folle, ma probabilmente mai così onesto come ora. I W.A.S.P. sono probabilmente ancora tra i pochissimi ad incarnare alla perfezione il termine hard’n’heavy e senza dubbio fautori di un sound che resta tuttora unico e inimitabile. Se non fosse il quindicesimo album di una discografia ormai completa, potremo dire che “Golgotha” sia una piccola gemma ripiena di un rock che nessuno è in grado di ideare come Blackie Lawless. Prendetelo per quello che è, senza farvi troppe domande, e ne godrete appieno.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Scream
02. Last Runaway
03. Shotgun
04. Miss You
05. Fallen Under
06. Slaves Of The New World Order
07. Eyes Of The Maker
08. Hero Of The World
09. Golgotha


Sito Web: http://www.waspnation.com/

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Peter

    Bellissimo cd.Grandi WASP

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  2. Black Science

    Cos’è un capolavoro ? Forse Golgotha è la cosa più vicina ad esso … ascoltare oggi i WASP è una goduria come lo era ascoltarli negli anni d’oro … e questa la sorpresa per noi fan !

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  3. davide

    CD stupendo,in continuo ascolto

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