Warren Haynes – Recensione: Ashes & Dust

Sembra quasi di sentire un sapore di polvere e cenere in bocca, in effetti, mentre si ascoltano i brani del nuovo disco solista di Warren Haynes. Non è però un sapore cattivo, precisiamo, ma solo il sapore di una terra lontana per distanze geografiche, che diventa all’improvviso talmente vicina a noi da poterne sentire, appunto, anche il sapore in bocca. Questo è già un presupposto importante per un disco che, come ha dichiarato il suo autore principale, è composto da brani scritti nel corso degli anni (alcuni sono vecchi anche di due o tre decadi), accantonati perchè non utilizzati negli album dei Gov’t Mule e portati, finalmente, all’attenzione che meritano in questo lavoro solista.

Il frontman dei Gov’t Mule non si è discostato di molto dal suo genere preferito, e i brani di “Ashes & Dust” sono tutti improntati con forza su un rock blues che a tratti sconfina nel folk e nel southern rock. Praticamente assenti le chitarre elettriche, non mancano invece strumenti come armonica, percussioni e violini, così come è lunga la lista degli ospiti speciali di riguardo. Il nome più noto per chi segue il genere è senz’altro quello di Oteil Burbridge, bassista della ormai defunta Allman Brothers Band,  che partecipa alla lunga “Spots Of Time”, scritta da Haynes a quattro mani insieme a Phil Lesh dei Grateful Dead. E’ difficile stilare una graduatoria dei brani meglio riusciti, brani che, nonostante siano stati scritti in periodi diversi della carriera del cantante / chitarrista, risultano frutto di uno stile molto omogeneo. I fan dei Gov’t Mule e del blues in generale apprezzeranno comunque l’impressione di trovarsi di fronte a brani dove l’improvvisazione ha uno spazio importante, dove ogni nota non è mai messa a caso e dove non c’è il bisogno spasmodico di riempire ogni spazio vuoto con una cascata di note. Nella loro essenzialità, tracce come “Blue Maiden’s Tale” o “Stranded In Self – Pity” lasceranno comunque il segno e faranno innamorare di sè nel giro di pochissimo tempo.

Visto dall’esterno, “Ashes & Dust” sembra un po’ un mattone, un disco lungo per numero dei brani e la loro durata (molte le tracce che durano sette o otto minuti); in realtà non c’è niente di pesante in tutto questo, e basterà un attimo per cadere nel vortice della voce ammaliante di Warren Haynes e lasciarsi conquistare da questo ennesimo, ottimo prodotto di blues.

warren haynes ashes dust 2015

Voto recensore
8
Etichetta: Concord Records

Anno: 2015

Tracklist: 01. Is It Me Or You 02. Coal Tattoo 03. Blue Maiden’s Tale 04. Company Man 05. New Year’s Eve 06. Stranded In Self-Pity 07. Glory Road 08. Gold Dust Woman featuring Grace Potter 9. Beat Down The Dust 10. Wanderlust 11. Spots Of Time 12. Hallelujah Boulevard 13. Word On The Wind
Sito Web: https://www.facebook.com/warrenhaynes/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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