Warfect – Recensione: Spectre Of Devastation

Tornano sulle scene musicali gli svedesi Warfect, con un nuovo album intitolato “Spectre Of Devastation“, pubblicato da Napalm Records. A 4 anni di distanza dal precedente “Scavengers”, il three-piece di Uddevalla si presenta con un nuovo platter di solidissimo e maligno thrash ottantiano di scuola teutonica (Sodom soprattutto, primi Kreator), con qualche rimando agli Slayer.

Dopo il primo disco, “Depicting the Macabre” del 2009, un mediocre mix di thrash/death infarcito di richiami al melodic death e al thrash moderno malamente assortiti, i Warfect si assestano su un sound più tradizionale, devoto, come già accennato in precedenza, alla scena tedesca. I due lavori successivi, pur suonati con grande professionalità e ben prodotti, non entusiasmano più di tanto a causa di un approccio estremamente derivativo e privo di qualsiasi originalità, che si riduce a riproporre debolmente gli stessi cliché di genere. Nessuna particolare aspettativa relativa a un’innovazione/rivoluzione del sound, dunque, ha preceduto l’uscita di quest’ultimo lavoro.

Fatta questa doverosa premessa, “Spectre Of Devastation” ha, a onor del vero, qualche pregio in più rispetto alle precedenti release. Il sound risulta ancora più potente e spigoloso, grazie anche alla presenza di un certo Flemming Rasmussen (che non ha certo bisogno di presentazioni), il quale si è occupato del mastering. Una nota di merito va alla convincente prova della sezione ritmica; il batterista, Manne Flood, non si è limitato a fare il compitino, ma, pur restando saldamente ancorato al genere di riferimento, ha reso il disco meno scontato del previsto. Tra i brani in evidenza annoveriamo “Pestilence“, bordata thrash in vecchio stile, con richiami a Slayer/Sodom/Kreator;

la successiva “Rat King“, con citazioni death, rapidissimi cambi di tempo e una parte più cadenzata sul finale, cui fa eco “Into The Fray“, più strutturata, con un passaggio centrale dotato di un bel groove, che si ripete anche nel finale. Non male anche il mid-tempo roccioso “Hail Caesar“, caratterizzato da una prima parte più vicina all’heavy tradizionale, che, successivamente, esplode in velocità; pregevole, infine, “Dawn Of The Red“, Sodom al 100%.

Il disco non è esente da difetti: oltre alla sensazione di già sentito, la voce di Fredrik Wester appare troppo simile a quella di Angelripper. Infine, i cambi/rallentamenti di tempo in tutte le tracce, sebbene inseriti con cognizione e funzionali a un’idea di variabilità, finiscono, inevitabilmente, per dar vita a un andamento prevedibile nella struttura interna.

Spectre Of Devastation“, nonostante sia carente in originalità e personalità, rimane il disco finora più convincente dei Warfect; un lavoro compatto, aggressivo, ben suonato ed egregiamente prodotto, che piacerà sicuramente ai thrashers più incalliti.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2020

Tracklist: 1. Spectre Of Devastation 2. Pestilence 3. Rat King 4. Left to Rot 5. Hail Caesar 6. Into the Fray 7. Colossal Terror 8. Witch Burner 9. Dawn of the Red
Sito Web: https://www.facebook.com/Warfect/

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