Wardruna – Recensione: Runaljod – Ragnarok

I norvegesi Wardruna tornano sul mercato discografico con “Ragnarok”, terzo e quindi ultimo capitolo della trilogia “Runaljod”, un’opera di carattere magico-mistico incentrata sulla mitologia pagana e sul potere delle rune, attraverso una lettura ermetica delle stesse e un auspicato ritorno al passato delle terre del Nord tra storia e leggenda.

Orfani di Gaahl, che ha abbandonato il progetto nel 2015, i Wardruna restano ora nelle mani del mastermind Einar Selvik (anch’egli ex-Gorgoroth e attualmente negli interessanti Skuggsjà) e della vocalist Lindy Fay Hella. “Ragnarok” non segnala comunque innovazioni nel registro espressivo dei nostri, che si manifesta nel consueto percorso analitico e conoscitivo attraverso un neofolk/ambient piuttosto complesso e dai toni severi.

A cementare l’aura pagana del platter troviamo ancora canzoni ciascuna delle quali è dedicata a una delle ventiquattro rune originarie, dove i testi, declamati spesso in tono corale e liturgico, utilizzano l’idioma norvegese nelle vesti arcaiche. L’utilizzo di strumenti particolari come il tamburo di pelle di cervo, il corno di capra o i legni cavi, oltre alle registrazioni prese direttamente in natura (il crepitio del fuoco, il vento, lo scorrere dell’acqua), rendono “Ragnarok”, proprio come i suoi predecessori “Gap Var Ginnunga” (2009) e “Yggdrasil” (2013), un platter estremamente reale e dal forte impatto emotivo.

La musica dei Wardruna infatti, andrebbe goduta dal punto di vista emozionale piuttosto che in una visione analitica osservando le singole canzoni. Ciascun pezzo propone un mood generalmente sobrio e severo, lasciando che le soluzioni vocali vadano ad adagiarsi sui dialoghi tra gli strumenti, siano essi fiati o percussioni. Ecco dunque che “Urur” e “Odal” proseguono lente e rigorose, mentre i cori profondi provvedono a rafforzarne l’alone epico. “Isa”, l’edita “Raido” e “Wunjo” hanno invece un andamento più ritmato, a volte simile a un’antica danza e melodie ariose.

Un’opera complessa dove musica, liriche e origini storiche si intersecano in un continuum spazio-temporale. L’assimilazione non è semplice e “Ragnarok” richiede un ascolto attento e partecipe perchè ognuno possa trarne una personale chiave di lettura.

Wardruna - Runaljod – Ragnarok

Voto recensore
7
Etichetta: ByNorse

Anno: 2016

Tracklist: 01. Tyr 02. UruR 03. Isa 04. MannaR – Drivande 05. MannaR – Liv 06. Raido 07. Pertho 08. Odal 09. Wunjo 10. Runaljod
Sito Web: http://wardruna.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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