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Warbeast – Recensione: Enter The Arena

Esce sotto l’egida di Housecore Records il terzo – e quasi sicuramente – ultimo disco dei texani Warbeast. Insieme all’annuncio della pubblicazione di “Enter The Arena“, infatti, il cantante nonché membro fondatore della band, Bruce Corbitt, ha divulgato un brutto aggiornamento sulle sue condizioni di salute. Gli è è stato diagnosticato un tumore esofageo che lo terrà lontano dalle scene in maniera permanente.

Una mazzata tra capo e collo per gli altri membri della band – gli storici Scott Shelby (chitarra) e Joey Gonzalez (batterista) e le new entry Drew Shoup (chitarra) e Lyric Ferchaud (basso) – e per i fan dei Warbeast che non perdono occasione per dimostrate il proprio affetto e supporto allo sfortunato cantante. Nonostante questo, però, i nostri non si sono persi d’animo e hanno realizzato un disco di notevole spessore.

Le influenze della band – Slayer, Testament e Pantera per intenderci – continuano a essere rilette con la stessa urgenza e furia che da sempre contraddistinguono la band. In tal senso l’opener “Centuries of Poisoned Soil” è emblematica di un processo di maturazione artistica che partendo da solide basi Thrash Metal accoglie al suo interno sfuriate Death Metal e lascia trapelare una spiccata attitudine Hardcore. I brani hanno tutti un minutaggio alto – intorno ai 5/6 minuti – e sono strutturati in maniera tale che umori e soluzioni di grande impatto si alternino al loro interno.

A un inizio immediato e diretto seguono “Punishment for Gluttony” e “Orchestration of Violence“, due mid-tempo caratterizzati da un rifframa serrato e impreziositi da virtuosismi chitarristici di chiara scuola Slayer. Proseguendo nell’ascolto di “Enter the Arena” notiamo come il passare da un approccio aggressivo a un incidere più marziale venga ripreso anche negli altri brani, creando un’omogeneità che lega tutte le composizione e rende il disco un grosso blocco monolitico difficile da scardinare. Quello che potrebbe apparire, dunque, come un limite compositivo in realtà non rappresenta un vero problema: il songwriting fresco e ispirato dei nostri permette di superare indenni la durata del disco, senza che in nessun momento veniate tentati dalla voglia di saltare al brano successivo.

La potente “Maze of the Minotaur“, la tiratissima “Hitchhiker” o la devastante title-track sono l’esempio lampante di uno stato di grazia dei Warbeast che – complice una produzione in grado di esaltare tutti gli strumenti e non risultare mai troppo fredda – conquistano con la loro prova. L’augurio è che Corbitt possa risolvere i suoi problemi e poter riprendere in mano la sua creatura. Interrompere così bruscamente un cammino che diventava sempre più interessante è un grosso peccato. Per ora, non possiamo fare altro che attendere ascoltando un ottimo album come “Enter the Arena“.

Voto recensore
7
Etichetta: Housecore Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Centuries Of Poisoned Soil 02. Punishment For Gluttony 03. Orchestration Of Violence 04. Maze Of The Minotaur 05. Hitchhiker 06. Chemicals Consuming 07. Enter The Arena 08. The Scalping 09. Conjuration With The Devil 10. Ancient Hate
Sito Web: https://www.facebook.com/warbeast1/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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