Walking Dead On Broadway – Recensione: Slaves

E’ sempre un peccato dover stroncare una giovane band alle prima armi, ma con i Walking Dead On Broadway non possiamo esimerci dal farlo. Il quintetto tedesco pratica un deathcore tendenzialmente brutal e con qualche accenno di industrial; ciò che però è più rilevante del suo secondo lavoro “Slaves” è che l’album è monotono e terribilmente noioso.

Nessuna traccia emerge infatti dal calderone, un amalgama di death metal freddo e secco e di inserti di suoni digitali. I pezzi sono tutti estremamente simili l’uno all’altro, con l’eccezione dell’instrumental sognante e melodica “1110010”, in ogni caso fuori luogo rispetto alle canzoni del disco, e della conclusiva “Death Pilgrim”, che prova a farsi bella con un’intrigante intro di violini e un maggior minutaggio. Alla disamina di questo breve e anonimo platter c’è poco altro da aggiungere, se non il proverbiale “tutto il resto è noia”.

Magari verremmo contraddetti e il futuro ci smentirà, ma al momento il cammino dei Walking Dead On Broadway ci pare molto in salita. La band non mostra né uno spiccato talento compositivo, né un particolare bagaglio tecnico: sta in piedi giusto perché la sua proposta fa tanto alternative (almeno per ora). Dubitiamo quindi fortemente che “Slaves” conquisti adepti al di fuori della scena metalcore germanica e dei più strenui appassionati dell’universo Impericon.

walking dead on broadway

Voto recensore
4
Etichetta: Arising Empire

Anno: 2016

Tracklist: 01. Intro 02. Pitchblack 03. Cage 04. Haunted 05. Silen 06. Slaves 07. Scapegoat 08. 01110010 09. The Sinner 10. Death Pilgrim
Sito Web: https://www.facebook.com/wdobmetal/

matteo.roversi

view all posts

Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Michael

    L’unica frase della quale penso di essere d’accordo in questa recensione è l’ultima.
    Per il resto sono in disaccordo; mi viene da pensare se hai ascoltato davvero l’album, oppure l’hai scritta giusto per pubblicare qualcosa.
    Non hai citato nemmeno alcuni momenti salienti dell’album, come il finale di Silen.
    Dare 4 ad uno dei concept album (secondo me) più oscuri e martellanti dell’anno è sicuramente sottotono, più che altro se devo collegarmi al tuo discorso, è ovvio che con suoni del genere si possa avvertire della monotonia in ALCUNI punti.
    Inoltre una lettura del genere non può far altro che trasmettere impressioni negative su una band che può piacere e che cerca di migliorarsi.
    Poi vabbè, rimangono sempre opinioni!
    Ma questa recensione non mi è piaciuta per nulla.

    Reply
  2. BlackPearl

    MAH….VOTO 4 a uno dei migliori dischi e gruppi deathcore del momento (che ha l’attenzione di pochi visto che loro sono tedeschi e non americani).
    Secondo me la recensione è completamente fuori tiro. Mi spiace leggere cose di questo tipo, perchè questo gruppo meriterebbe decisamente di avere un seguito come hanno band molto più blasonate, e queste recensioni “fuori luogo” non aiutano.
    Credo che, rimanendo nel genere deathcore, questo album sia almeno da 9. Amanti del genere…dategli un ascolto!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login