Walk The Walk – Recensione: Walk The Walk

Galeotto fu Tracy Grijalva, ex chitarrista di DIO, a fare incontrare agli inizi dello scorso anno J. Adler e Paul Alfery, due musicisti che fino ad allora avevano percorso strade parallele sulla via dell’hard rock melodico. Cantante dalle innumerevoli collaborazioni il primo (David Ellefson, Paul Bostaph e Tim Gaines, solo per citarni alcuni) e poli-strumentista attivo nella Los Angeles degli anni d’oro il secondo (molte le sue esperienze di supporto a Zakk Wylde, Steve Vai e Tony Iommi), sembra proprio che dietro a questi due nomi vi siano molta più esperienza e spessore di quanto un progetto al debutto e realizzato in tempi così brevi non lascerebbe far presagire. Quasi zippato nella sua asciutta durata (dieci tracce in poco più di trenta minuti), il disco del combo americano presenta un’alternanza davvero convincente tra parti di stampo più melodico, alla Def Leppard, Winger ed Elektradrive, ed altre di mordente più grintoso che mi ricordano i Motley Crue, gli Skid Row se avessero partorito qualcosa di intermedio tra “Skid Row” e “Slave To The Grind”, Love/Hate e le successive variazioni street (“Get Busy Livin”).

Nonostante la fortunata alchimia non sia sufficiente a far pensare all’album come ad un portatore di novità, la facilità apparente con la quale le due anime dei Walk The Walk trovano un continuo equilibrio è sempre piacevole da ascoltare, efficace nel far rivivere senza ridicolizzarlo l’hard rock di trent’anni fa e rara in un un’opera prima per la quale le aspettative potrebbero essere più basse, senza che nessuno si sentisse tradito. Ai cori sfacciati ed aggressivi di “Running From You” fanno così da perfetto contraltare le melodie suadenti di “Getaway”, al potente hard’n’heavy di “Two Miles To Go” risponde a distanza l’interpretazione malinconica e sofferta di “Never Been To California”, mentre il tutto scorre, tenuto insieme dalla flessibilità di Adler – convincente su tutti i registri – e legato da assoli e continue rifiniture di chitarra che esprimono una quantità visibile di ispirazione e cura per il dettaglio. Proprio le parti affidate ad Alfery si caratterizzano per sensibilità, tecnica e buon gusto (“Are You There”), rinforzando il mood del momento con appena una manciata di azzeccatissime note. Sulle orme immaginarie di un giovane Bon Jovi on steroids, l’album ottimamente prodotto dagli stessi Alfery ed Adler è breve ma senza sembrare incompleto (permettendosi perfino il lusso di una leggera ripetitività con “Move On”), significativo in ogni momento e capace di regalare lo stesso piacere d’ascolto qualsiasi sia la traccia scelta. Non solo: è forse la prima volta che, ascoltando il disco prima di aver letto le note di produzione predisposte da AOR Heaven, non avevo sospettato minimamente che esso fosse stato realizzato da due soli musicisti, per giunta costretti a lavorare a distanza (Adler in Arizona e Alfery in California). Ancora più lodevole il lavoro realizzato sulle parti strumentali, che mai sembrano patire quella semplificazione, o eccessiva linearità, spesso associate a chi deve barcamenarsi tra strumenti diversi con un solo paio di mani.

L’impressione che si ricava ascoltando “Walk The Walk” è davvero quella di trovarsi al cospetto di una band al completo, per quanto non di un supergruppo, alla quale non manca nulla, chimica ed affiatamento compresi. Ed una volta tanto pare che il numero ridotto delle personalità da esprimere sia stato un elemento a favore, in termini di individuazione e messa a fuoco del messaggio, piuttosto che un fattore cenerentolo, poverello e limitante. Che sia merito di due straordinari musicisti con le idee chiare, di gusti confluenti o di semplici circostanze fortunate che premiano il coraggio necessario a buttarsi sul rock melodico, in tempi sì cupi e violenti, fatto sta che “Walk The Walk” non è un disco perfetto ma il primo disco perfetto: potrebbe non essere quello per il quale la band verrà ricordata, perché la prospettiva è quella di volgere sempre lo sguardo ad maiora e dare di sé un’immagine ancora più sfaccettata, ma certamente questo lavoro è in grado di comunicare alla perfezione le idee di J. e Paul, la forza sexy con la quale le sue unghiate rock possono ferire e la genuina passione che ne fa vibrare le metalliche corde. Bravi.

Walk The Walk

Etichetta: AOR Heaven

Anno: 2021

Tracklist: 01. Heaven’s On It’s Way Down 02. Running From You 03. Are You there 04. Two Miles To Go 05. Find The Light 06. Fight On Your Feet 07. Get Busy Livin 08. Move On 09. Never Been To California 10. Getaway
Sito Web: facebook.com/walkthewalkband

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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