Wake The Sleeper

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Wake The Sleeper

Uriah Heep

Track Listing

01. Wake The Sleeper
02. Overload
03. Tears Of the World
04. Light Of A Thousand Stars
05. Heavens Rain
06. Book Of Lies
07. What Kind Of God
08. Ghost Of The Ocean
09. Angels Walk With You
10. Shadow
11. War Child

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Riecco, dopo una lunghissima attesa, un altro dei nomi storici del panorama hard rock: con "Wake The Sleeper", gli Uriah Heep tornano dopo quasi dieci anni, e lo fanno quasi in sordina, nella ridda di uscite discografiche e a causa dello scarso appeal commerciale che la band può mettere in mostra oggi. Si tratta del primo album della band senza lo storico batterista Lee Kerslake, sostituito da Russell Gilbrook, ma fin dalle prime note è chiaro che il marchio di fabbrica che ha reso grandi gli Uriah Heep è intatto, così come intatta è l’ispirazione che guida Mick Box e compagni in questo nuovo piccolo grande viaggio.

Perché – va detto subito a scanso di equivoci – "Wake The Sleeper" è un album bello ed intenso, fedele alle radici eppure dannatamente efficace nella sua melodica solidità. L’effetto, dato che è sempre più facile ed immediato esprimersi per paragoni, è simile a quello provato con "You Are Here" degli UFO: un ritorno ispirato e in grande stile, quanto di più lontano dalle operazioni di marketing che hanno guidato le reunion di nomi più noti ma che hanno ormai ben poco da aggiungere alla loro carriera. "Wake The Sleeper" è un vero e proprio colpo di reni, sorprendente per una band che avrebbe potuto continuare a vivere semplicemente del proprio passato. Dopo una prima parte più epica e d’assalto, inaugurata dalla cascata sonora della title track, l’album si sviluppa su atmosfere e melodie più dilatate, a tratti oniriche e fatate. Un’altra epoca, un altro mondo, più genuino e sincero. Fra i pezzi più diretti, da segnalare il classicissimo hard rock di "Overload" e il trip settantiano di "Tears Of The World". Sempre fantasiosa e granitica al tempo stesso la sei corde di Mick Box, Bernie Shaw degno interprete ad incedere sui tappeti vocali intessuti dalla band al completo, preziosissime nella costruzione del solito sound regale le tastiere di Phil Lanzon. Ancora qualche nota per segnalare l’immensa "What Kind Of God", funziona bene anche la rinnovata epicità di "Angels Walk With You". I cali di tensione ad onor del vero ci sono, ma nel complesso l’operazione è di quelle che fanno guardare alla musica con affetto e fiducia per delle sorprese che sono continuamente dietro l’angolo. Altro che dinosauri.

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