Arch Enemy – Recensione: Wages Of Sin

Una premessa è d’obbligo. Ci sono dischi come ‘Wages Of Sin‘ che riescono a tirar fuori la parte sopita del metallaro di chiunque.

Avevamo lasciato gli Arch Enemy in balia di strani rinvii, un cambio decisivo di cantante ed il periodo post – ‘Burning Bridges‘ foriero di voci incontrollate. Ora che anche l’Europa può godere di questo disco, possiamo tranquillamente prolungare la vita del nemico di fronte a tanta carne al fuoco. Innanzitutto la presenza del bonus cd per fermare l’import ci ripropone quelle tracce rimaste fuori dalle varie stampe europee ed allinea il materiale uscito con la sua disponibilità in veste ufficiale fra cover e bonus track, senza dubbio una scelta vincente per i fan del gruppo, compresa l’intenzione da parte di Century Media di ristampare il debutto ‘Black Earth‘ completo di tracce bonus (uscito in questi giorni, fra le bonus si trova una cover dei Maiden, tanto per non tradire gli amori degli Amott) e del famigerato ‘Live In Japan’ più avanti nel corso del 2002. Le nuove canzoni si stagliano nella precisione di un assalto frontale, come se pescando da questa valigia non trovassimo altro che catarsi, violenza e distruzione sia da parte dei riff incrociati dei fratellini Amott che dalle staffilate della sezione ritmica puntigliosa ed efficace. L’incedere di ‘Savage Messiah‘ è imperdibile, così come il resto del disco che parte dalle coordinate musicali del predecessore e si definisce più roccioso grazie anche all’apporto vocale stratosferico di Angela Gossow (‘Ravenous‘ e ‘Heart Of Darkness‘ su tutte). Una formazione vocale basata sui Death e sui Carcass, portata avanti con rabbia e coerenza lungo tutto l’arco di questa (relativamente) nuova fatica per Arch Enemy donandole il sapore nuovo che forse nemmeno ci aspettavamo.

Heavy Metal, maledettamente compatto e granitico, questo è il riassunto unico ed assoluto per un disco che si candida fra le migliori uscite degli ultimi tempi nonostante il fastidiosissimo fuso orario fra l’Europa e la composizione delle canzoni: un’attesa comunque ripagata ed una fiducia ben riposta. Fiducia che vale sicuramente non soltanto l’ascolto di ‘Wages Of Sin‘, ma merita molto più di una possibilità. Adesso venite a millantare che una voce femminile non vale nulla in growl e sparatevi questo disco dritto in faccia, ne riparliamo più tardi. Da qualche parte si organizzano tavole rotonde con Angela Gossow e Karin Crisis. Lunga vita al nemico!

P.S: questo disco è tradizionale HEAVY METAL tanto per chiarire un concetto che suona come riff, cambi, impostazione da massacro e tiro incredibile. Nonostante i growl, nonostante il senso che oggi viene dato a quelle due parole.

Voto recensore
9
Etichetta: Century Media / Self

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Enemy / Burning Angel / Heart OF Darkness / Ravenous / Savage Messiah / Dead Bury Their Dead / Web Of Lies / The First Deadly Sin / Behind The Smile / Snow Bound / Shadows And Dust / Lament Of A Mortal Soul / Ravenous (video) / Starbreaker (judas Priest cover)/ Aces High (Iron Maiden cover) / Scream Of Anger (Europe cover) / Diva Satanica / Fields OF Desolation 99 / Damnation’s Way / Hydra / The Immortal (video)


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