AxeWound – Recensione: Vultures

Il debutto degli Axewound è stato ampiamente pubblicizzato ed annunciato come l’avvento di una superband, per via della presenza di Matt Tuck dei Bullet For My Valentine alla sei corde, Liam Cornier dei Cancer Bats alla voce, Mike Kingswood dei Glamour of the Kill all’altra chitarra, Joe Copcutt dei Rise To  Remain al basso e Jason Bowld dei Pitchshifter alle pelli, ma a dire il vero il risultato non risulta essere poi così eclatante.

L’impegno dei nostri è stato concentrato in due settimane di registrazioni, apparentemente senza avere del materiale preconfezionato da sviluppare, ma solo idee buttate giù al momento che hanno poi dato vita a questo “Vultures”, album dai connotati Metalcore  con chiare e radicate venature Thrash, elemento che potrebbe risultare indigesto ai i fans dei Bullet accorsi dopo le consacrazioni avvenute sui palcoscenici di tutto il mondo. In questo progetto confluiscono infatti diverse anime che non prevalgono l’una sull’altra, ma che si compensano per dar vita ad un prodotto di buona qualità che non brilla però per spessore artistico.

La titletrack che apre le danze, ovvero “Vultures”, vede la partecipazione di tal Synyster Gates, axeman dei celeberrimi Avenged Sevenfold, il cui assolo inconfondibile conferisce alla traccia un valore aggiunto: il brano è molto catchy, grazie a riff molto heavy e ritmati che fanno da sostegno alla graffiante ugola di Liam. Il mordente messo in campo viene riversato nelle successive “Post Apocalyptic Party” e “Victim Of The System”, ma dalla quarta traccia, della quale è stato realizzato anche un video, emergono le melodie vocali del frontaman dei BFMV che deviano decisamente il tiro dalla traiettoria intrapresa con i primi brani e addolciscono il tutto, smussando gli spigolosi riff di chitarra e aprendo a soluzioni marcatamente –core e meno Thrash. In questo crescendo di melodie l’album alterna alti e bassi fatti di episodi aggressivi e momenti soft accompagnati da arpeggi di piano ( Collide), salvo poi tornare a cavalcare l’onda thrash degli esordi con le ultime “Destroy”, “Blood Money And Lies”, il cui refrain è davvero accattivante, sino alla conclusiva “Church Of Nothing” che pone fine ad un album di cui sicuramente non sentiremo parlare da qui a dieci anni, ma che in questo momento porta a casa un risultato degno, sebbene al di sotto delle aspettative create intorno a questa creatura.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Search And Destroy

Anno: 2012

Tracklist:

01. Vultures ( feat. Synyster Gates)
02. Post Apocalyptic Party
03. Victim Of The System
04. Cold
05. Burn Alive
06. Exorchrist
07. Collide
08. Destroy
09. Blood Money And Lies
10. Church Of Nothing


Sito Web: http://axewounduk.com/

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