Vöödöö – Recensione: Ashes

Una sorpresa. Il debutto di questi norvegesi è stato una bella rivelazione, fatto di musica suonata con piglio e gusto rock. Un po’ Arctic Monkeys, Royal Blood, scorie Foo Fighters e tanto gusto nordeuropeo per la melodia.

Decisamente positiva la partenza con la doppietta “Ashes” e “Lay Me To Rest”, dove le linee vocali del cantante Gøran Stavang Skage si incastrano a perfezione con il basso pulsante di Stian Brungot, protagonista assoluto di un quartetto di musicisti che punta forte e deciso sul groove e sulla semplicità.

La band gioca principalmente seguendo strutture scheletriche, alzando i volumi e la rotondità del basso come arma vincente. Entusiasma proprio per questo “Dots”, vero gioiello rock per gusto e coinvolgimento dalla ritmica spezzata. Incalzante “Shine On”, che danza come fosse una hit americana, e che piace per gli stop ‘n’ go di una canzone tra le migliori del lotto.

Rende giustizia al mito Dave Grohl “Let It Burn”, con una canzone che sembra una diretta discendente da quanto fatto negli ultimi anni dall’ex batterista dei Nirvana ed ora probabilmente ultima grande rockstar della scena mainstream.

Piace la conclusione con la sospesa “The Rope”, che sembra provenire da qualche menestrello in giro per le corti del grande nord.

“Less is more”, niente di più vero, perché anche nella costruzione dei brani i quattro riescono a non inondare di note una materia potenzialmente rischiosa se “manomessa” con sovrastrutture e note ulteriori.

Per certi versi anche vicini ad alcune scelte dei Muse, ma senza avere la presunzione di osare l’inosabile con pesanti, pacchiane – ed in certi casi – invadenti orchestrazioni.

Una band da tenere d’occhio, perché se il buongiorno si vede dal mattino i Vöödöö potrebbero essere una scommessa vincente.

Voto recensore
7
Etichetta: indie Recordings

Anno: 2018

Tracklist: 1. Ashes 2. Lay Me To Rest 3. The Secret 4. Dots 5. Shine On 6. Broken Cage 7. Let It Burn 8. King and Clown 9. The Rope
Sito Web: bandvoodoo.com

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login