VOLA – Recensione: Applause Of A Distant Crowd

“Inmazes” (e non da meno l’EP “Monsters”) era stato un’inaspettata e piacevole sorpresa così come l’esibizione dal vivo di spalla a Katatonia e Agent Fresco… e ora che i Vola si apprestano a tornare in Italia coi Monuments l’occasione è ideale per analizzare il loro nuovo parto artistico a titolo “Applause Of A Distant Crowd”.

La copertina d’ipirazione impressionista rende perfettamente l’idea della musica che andiamo a sentire una volta schiacciato play: eccessivamente eterogenea se analizzata da un punto di vista “impostato” ma dannatamente a fuoco se consideriamo l’insieme di quello che ci arriva alle orecchie. Inoltre dal punto di vista delle liriche questo album è davvero la continuazione del suo predecessore perché mentre in precedenza si era trattato di “labirinti” mentali che possono bloccare una persona ora i temi delle composizioni si focalizzano sulla realtà circostante.

“We Are Thin Air” mi ha ricordato l’approccio alla musica portato avanti da Devin Townsend nei suoi ultimi lavori compresi i suoni ottenuti in sede di produzione; anche, e soprattutto, i Jolly (che speriamo di ritrovare presto col pluri-rimandato “Family”) potrebbero essere un valido punto di riferimento dato che il ricordo delle loro sonorità emergono in quasi tutte le tracce di questo lavoro.

Le tastiere di Martin Werner dominano con un giro ostinato il nuovo singolo “Ghosts” e sono base per accordi liberi di chitarra e un refrain memorizzabile all’istante; il primo singolo “Smartfriend” invece ci era sembrato spiazzante da subito con chitarre ritmiche degne dei Meshuggah e un incedere vagamente Nine Inch Nails prima che le acque si calmino decisamente in “Ruby Pool” pezzo delicato ma mai melenso.

Per quanto mi riguarda i Vola hanno un’inventiva ed una personalità tali che non dovrebbero cedere alla tentazione di accodarsi al filone djent ma lasciare che questa rimanga un’appartenenza marginale per lasciare spazio alla composizione di architetture musicali senza confini e una creatività stimolante. “Still” ad esempio mostra quanto la ricerca della linea vocale azzeccata sia elemento distintivo della musica dei danesi mentre la title track potrebbe essere un pezzo estrapolato da un album dei Dredg di metà carriera.

Una gradita e consigliata conferma!!!

Voto recensore
8
Etichetta: Mascot Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. We Are Thin Air 02. Ghosts 03. Smartfriend 04. Ruby Pool 05. Alien Shivers 06. Vertigo 07. Still 08. Applause Of A Distant Crowd 09. Whaler 10. Green Screen Mother
Sito Web: https://www.volaband.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Osvaldo

    Possiamo dire tutto, ma una cosa ci dobbiamo riconoscere a questi mostri della musica, sono dei fenomeni. La loro musica è micidialamente bella….

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login